mercoledì 23 settembre 2015

Elezioni greche e minacce italiane

Installatosi alla testa del primo partito italiano con il mezzo delle primarie aperte a cani e porci, messo da Napolitano nella posizione di presidente del consiglio con un colpo di mano, Renzi Matteo ha commentato ieri in pubblico l'esito delle elezioni greche - che sono state vinte dagli astenuti (45 %), ma hanno visto prevalere il voltagabbana Tsipras - riferendosi alla sconfitta dell'ala sinistra di Siriza (accento sulla prima "i") come a qualcosa di prezioso, per lui, contro la sinistra del PD, che dovrebbe sentirsi minacciata, in caso di scissione, di sconfitta alle elezioni. 
No, la sinistra del PD deve uscire dal partito e unirsi con SEL, con Rifondazione comunista, con il PDCI e le altre forze che esistono nella politica vera, allo scopo di creare un insieme che sappia raccogliere i voti e l'energia dei milioni di italiani che restano antagonisti alla prepotenza dei padroni e dei loro servitori.
Comunque: meglio morire con in mano l'iniziativa che vivere facendo da controcanto alla banda Renzi.

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domenica 20 settembre 2015

Il reggiseno di Tsipras

"Alla fine il reggiseno te lo lasci togliere, perché fai tutte queste storie?" - chiede un antipatico giovanotto all'antipatica fidanzata. E' una scena de "I pugni in tasca", un film di circa cinquanta anni fa: mi è tornata in mente a proposito di Tsipras, che per farsi "togliere il reggiseno" dalla Troika ha fatto un sacco di storie. Stavolta, vinte le elezioni (quasi la metà degli aventi diritto però non ha votato), con la prospettiva di formare un governo più "moderato" del precedente, si lascerà "togliere il reggiseno" dalla Troika alla svelta oppure farà storie? 

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venerdì 30 gennaio 2015

Uscir dall'euro

Ci permettiamo di paragonare la situazione greca (e di altri Paesi, inclusa l'Italia) alla situazione in cui si trovarono negli anni quaranta del secolo scorso i Paesi alleati con la Germania nazista. Al posto della Germania nazista e della sua guerra (1939-1945) il nostro paragone si prende il lusso di mettere la UE e la sua moneta, l'euro. Italia (1940), Ungheria ed altri Paesi alleati seguirono la Germania nella sua guerra, commettendo un errore che per esempio la Spagna non commise (pur essendo un paese fascistoide). Tra l'altro, nel caso del nostro Paese, l'entrata in guerra fu un atto volontario, non richiesto cioè dalla Germania nazista, che di un alleato come l'Italia non aveva bisogno. 
Nel 1943 l'Italia firmò l'armistizio con gli anglo-americani ed uscì dall'alleanza con la Germania. Ne seguì un biennio circa di veleno micidiale. L'Italia uscì distrutta dalla guerra cui di fatto aveva partecipato prima con e poi contro la Germania nazista. 
L'Italia come la Grecia, come altri Paesi, non dovevano entrare nell'euro (e poi ad un prezzo altissimo, 1936,27 lire): fu un errore. Uscirne adesso sarebbe una tragedia, sia per la Grecia che per l'Italia.  

N.B. Si tratta di un paragone, non di un'equiparazione. Serve per ragionare.

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