mercoledì 12 aprile 2017

Livori in corso

A proposito dell'antisemitismo in Francia, che si manifesta anche nelle scuole ai danni degli studenti ebrei, un lettore del Corriere ha scritto che tale manifestazione maligna dipende anche dalla diffusione di notizie sugli insediamenti ebraici nei territori della Palestina occupati da 50 anni da Israele, ragione per cui un po' di colpa di tale manifestazione maligna (di cui non conosciamo l'entità numerica) la hanno i media, ha scritto il lettore (dal nome ebraico, quindi non disinteressato).

A proposito del presidente siriano Assad un esponente dell'amministrazione Trump ha detto che costui è peggio di Hitler, in quanto Hitler non avvelenò i tedeschi come Assad avvelena i siriani. Al che un esponente della comunità ebraica Usa ha obbiettato che Hitler usò il gas per uccidere ebrei. Insomma, pare che nessuno sia peggio di Hitler, che oramai è divenuto proprietà privata della comunità ebraica internazionale. Ci viene in mente uno scambio di battute tra un certo Harry ed una prostituta negra, in Deconstructing Harry, di W. Allen. Harry sconsolato afferma sfogandosi che nessuno è uno schifo di uomo come lui, allora la prostituta negra, consolatoria, gli fa: no, Hitler era peggio di te. E Harry risponde: be' sì, in effetti Hitler era peggio di me.

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sabato 5 aprile 2014

Bush pittore

Il ritratto di Berlusconi realizzato - pare - da G.W.Bush, un pittore statunitense che ricoprì incarichi di responsabilità nel suo Paese anni or sono, diffuso da alcuni media in questi giorni, a noi sembra ricavato da una foto, ma è divertente immaginare l'italiano stare in posa davanti allo statunitense nel corso di una visita cosiddetta di Stato, in Usa oppure in Italia. Ricavato da una foto o preso dal vero, a noi il ritratto non dispiace, spropositeremmo che ci ricorda un Lucian Freud. Ci rammarichiamo che G.W.Bush abbia trascurato il suo talento artistico per dedicarsi alla politica, così come ai tempi ci si rammaricò che A.Hitler, discreto acquarellista austriaco, fosse stato respinto per due volte dall'accademia delle belle arti di Vienna, ciò che senz'altro aumentò la sua rabbia giovanile e comunque lo indirizzò verso altre mete. A.Hitler non compose i suoi acquarelli da pensionato, infatti si uccise nel 1945, quando ancora si trovava in carica, allo scopo di non farsi catturare dai suoi nemici, che lo avevano sconfitto nell'arte della guerra, un ramo nel quale egli senz'altro eccelse.

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giovedì 12 settembre 2013

Piccoli Hitler crescono

Sul quotidiano kosher Repubblica di ieri si leggeva un articolo esagitato del noto Friedman (con una enne sola, prego), celebre penna del quotidiano superkosher New York Times. Contrariamente al titolo italiano, evocante un Hitler mediorientale, il testo, forse scritto in condizioni di abbassamento mentale, farnetica di numerosi Hitler (da ovest, Libia, ad est, Iran) che "noi" (scrive il Friedman riferendosi agli Usa, diciamo così) dovremmo affrontare senza troppi scrupoli, come invece mostra di averne Obama, il quale sembra irretito dalla proposta russa di far consegnare le "armi chimiche"dalla Siria a rappresentanti Onu.
Ora, se questo Friedman con una enne sola vede molti Hitler, bene, il fatto è d'interesse solo psichiatrico, il vero guaio è un altro: ad Israele ed ai suoi numerosi amici la distruzione degli Stati della zona (Libia, Egitto, Libano, Siria, Iraq - domani Iran, dopodomani, perché no? - la Turchia), questo lo scopo delle mobilitazioni "pro democrazia" in medio-oriente da parte del cosiddetto Occidente, non basta. Non gli basta avere sotto tiro Stati ora divenuti formicai impazziti facili da annientare militarmente, là dove prima aveva dei solidi avversari. Gli "Hitler" che Israele vede intorno a sé si moltiplicano, sì è vero, sono piccoli, ma crescono di numero, diventeranno decine, centinaia, serviranno centinaia di piccole guerre, non finiranno mai. 

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lunedì 2 settembre 2013

Hitler è vivo e chimicamente attivo

Il paragone che John Kerry, un soggetto che avrebbe attirato l'attenzione di Cesare Lombroso, ha eruttato con aria cupa - tra Assad e Hitler! - propone una equiparazione che chiama al gioco seguente: se Assad fosse uguale a Hitler, allora Hitler sarebbe stato uguale a Assad. Si capisce che Kerry ha bisogno di ripassare un po' di storia del "secolo scorso". Ma poi lo sappiamo bene perché  evocano Hitler, i guerrafondai. Per nascondere le loro intenzioni.

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giovedì 9 agosto 2012

Sul Manifesto di oggi, 9 agosto, leggo che due americani a Verona hanno trovato in un negozio esposte bottiglie di vino con sull'etichetta il nome e il volto di Adolf Hitler. Segnalata la cosa dai due turisti scandalizzati al locale quotidiano, la magistratura parla ora di aprire un'inchiesta per apologia (vuol dire difesa e giustificazione) del fascismo. Il vino come apologia?
Il negoziante da parte sua ha osservato che si tratta solo di una linea di prodotti che fanno riferimento alla Storia, ed ha menzionato Ernesto Che Guevara, che con Hitler non c'entra proprio niente. Ma tutto fa brodo.
In merito a fenomeni di questo tipo, noi abbiamo visto esposte, in vendita nella strada principale di Santa Teresa di Gallura (Sardegna), qualche anno fa, delle mazze da baseball ("valide", per quanto di misura ridotta) con sopra una decalcomania del volto di Benito Mussolini (con l'elmetto in testa).
Recentemente in tv abbiamo inoltre visto una pubblicità di orologi di poco prezzo, "oggettistica" d'ispirazione storico-militare, tra i quali la copia di un orologio con, sul quadrante,  il famoso emblema stilizzato delle Esse Esse.
Evidentemente c'è un pubblico, per queste merci, e il mercato ha campo libero. Si tratta probabilmente di un pubblico politicizzato a orecchio, alla grossa: lo suggerisce la confusione del paragone tra Hitler e Che Guevara. Dare significati politici precisi a questi fenomeni sarebbe un regalo che essi non meritano.

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venerdì 29 febbraio 2008

Dettagli talebani.

Stamani il lettore della rassegna stampa internazionale di rai 3 si è trattenuto sulle notizie inglesi in merito al "principe Harry" (real casa), che fa il militare in Afghanistan. Bla bla bla, poi, detto che il giovane avrebbe ucciso "trenta talebani", il lettore, che mi pare sia un giornalista del quotidiano ignoto "Il riformista", è tornato al discorso generale (chiacchiere inglesi monarchiche) definendo "dettagli" la materialità dell'impegno militare del giovane "principe".
Trenta persone ammazzate sono dettagli.

Hitler era convinto che gli uomini non fosseero tutti uguali, che vi fossero prime seconde terze quarte e infime "scelte" di uomini e popoli, ma lo dichiarava apertamente, non tramite fuoruscite verbali del genere ora descritto: dettagli.

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