giovedì 9 marzo 2017

Non sappiamo se potremo un giorno seguire il film "Israele, il cancro", il cui titolo oggi dà occasione a un giornalista del Corriere di spargere molte lacrime d'inchiostro, ma ricordiamo che da qualche semestre a tratti se ne parla, infatti innegabilmente il titolo è spiacevole - per i malati di cancro e per i loro famigliari e amici.

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venerdì 6 gennaio 2017

Omicidio colposo in Israele

Il 5 gennaio scorso sul Corriere si poteva leggere una pagina dedicata ad un processo intentato contro un giovane soldato ebreo, in Israele. Costui a suo tempo sparò apposta su un palestinese che aveva assalito intifadicamente a coltellate non ricordiamo chi ed era stato atterrato, ciò che lo rendeva all'incirca inerme. E lo uccise. Il soldato è stato condannato per omicidio colposo (per intendersi con un esempio: se sbagliamo una curva e sbandiamo su un marciapiede ferendo a morte un passante, ecco, questo è omicidio colposo). A quanto pare il condannato, col tempo, sarà graziato. Una foto, in effetti ben riuscita, mostrava a destra in alto della pagina, una quantità di tifosi del soldato e lui medesimo al centro, abbracciato con ogni probabilità da donne a lui legate da parentela o da altre relazioni. A quanto scrive Davide Frattini, corrispondente da Israele, il Paese ha molto partecipato alle fasi del processo, tra favorevoli all'uccisione avvenuta e contrari. 
Abbiamo la certezza che il soldato se la caverà presto, per quanto la qualità della condanna sia già per lui un ricco dono. Non ci riscalda affatto, del resto, il misero focherello  in Israele tenuto acceso da chi è ostile alle peggiori carognate commesse dallo Stato contro i palestinesi, né il dibattito democraticamente aperto tra i pro e i contro, tra "destra" e "sinistra". E' quest'ultimo, crediamo, che ha avuto intenzione di esporre all'attenzione dei lettori la pagina del Corriere. In effetti spesso abbiamo notato che la democraticità d'Israele viene usata su alcuni dei nostri media come argomento rinforzante la legittimità dell'esistenza di quel Paese. E la sua legittimazione a fare quello che vuole.

(22 febbraio: l'assassino è stato condannato a un anno e mezzo per omicidio colposo, e sarà graziato. Ridacchiava, in tribunale, ieri.)

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venerdì 19 agosto 2016

Meglio morir sotto le bombe americane

Siamo certi che se i russi non partecipassero attivamente ai bombardamenti in Siria, che com'è ovvio causano morte e distruzione, molto minore sarebbe l'attenzione alla Siria stessa da parte dei "nostri" servili media, tremendamente filoamericani e disposti a qualunque minimizzazione dei danni cosiddetti collaterali che gli americani provocano da decenni ovunque nel mondo - disposti nel contempo ad enfatizzare i danni provocati dai loro nemici, che sono di conseguenza nostri amici.

(28 Settembre. Sul Manifesto di ieri segnaliamo un articolo di Manlio Dinucci, a pag.14, sulla propaganda che infesta i media a proposito della guerra civile e non solo in Siria. Tra le cose interessanti che scrive il Dinucci ce n'è una che ci sembra sfiziosa: la Clinton, come segretario di Stato Usa, nel 2012, scrisse in una sua mail che data la relazione strategica Iran-Siria "il rovesciamento di Assad costituirebbe un immenso beneficio per Israele, e farebbe anche diminuire il comprensibile timore israeliano di perdere il monopolio nucleare".)

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domenica 3 luglio 2016

Ciechi e colpevoli

Un adolescente palestinese è stato ucciso da una guardia posta a protezione d'un cosiddetto insediamento di coloni ebrei, giorni or sono: aveva ucciso un'adolescente ebrea dopo essere penetrato nella casa di lei. Grande rilievo ha avuto nei media questa notiziola doppiamente, triplamente orrenda. Notizie orrende giungono anche da Istambul e da Dacca, e da Bagdad, dove attentatori musulmani hanno fatto fuori un notevole numero di innocenti*. Tutto sta insieme, chi non lo vede è cieco, chi lo vede e tace è colpevole.

*Nei limiti entro cui si può esserlo.

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venerdì 1 aprile 2016

Israele insegna

Il vigoroso leader della Lega, Matteo Salvini,  è andato in Israele a rendere omaggio a chi conta in fatto di potere; non sappiamo se si è esibito nel noto numero della kippah come il fu Gianfranco Fini ai suoi tempi, comunque riteniamo che abbia preso appunti su come trattare gl'indesiderati, su come angariarli, su come tenerli fuori, su come scoraggiarli: tutte materie in cui Israele eccelle. Non dimentichiamo inoltre che questo Paese si è dichiarato indisponibile ad ospitare i profughi di cui l'area abbonda - senza a quanto sappiamo suscitare l'indignazione toccata invece all' Ungheria. Salvini avrà preso appunti anche su questo: come si fa a dir di no ai profughi ed a farla franca? 

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giovedì 19 novembre 2015

Ogni olivo segato

Uno dei mali che tormentano da decenni i musulmani in genere, gli arabi in particolare, si chiama Israele, la cui esistenza rappresenta una forzatura di cui molti Paesi "cristiani", a partire dalla Gran Bretagna (detentrice del protettorato in Palestina seguito alla perdita della regione da parte dell'Impero Ottomano dopo il 1918) per finire con l'Unione Sovietica, si resero responsabili dopo il 1945. Forzatura a dir poco: molti Paesi "cristiani" hanno continuato a sostenerla, in particolare tramite il finanziamento perenne da parte degli Usa. La nascita, lo sviluppo, il rafforzamento, l'allargamento di Israele costituiscono il motore più poderoso della rabbia musulmana e araba in particolare - noi crediamo che sia così e sappiamo che pochi lo dichiarano perché dire come stanno le cose è violare un tabù. Ogni nuovo insediamento di coloni ebrei nei territori palestinesi occupati militarmente da quarantotto anni da Israele dopo la guerra vinta in "sei giorni" è un colpo antiarabo e antimusulmano. Ogni olivo segato, ogni metro di muraglia, sono calci in bocca agli arabi ed ai musulmani. Ogni palestinese ucciso (e sono oramai migliaia e migliaia) da ebrei con o senza la divisa è un boccone di veleno per ogni arabo, per ogni musulmano. E, in definitiva, per chiunque non abbia cuore e cervello in catalessi.

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lunedì 7 settembre 2015

Sommersione

Scarso rilievo mediatico ha avuto la notizia che Israele starebbe costruendo uno sbarramento nuovo: quello rivolto ai profughi siriani che potrebbero bussare ai "suoi" confini. Netanyahu avrebbe detto che Israele è un Paese troppo piccolo e rischierebbe di essere sommerso. Si veda il Corriere del 7 settembre. Solo la menzione di Israele, di solito intoccabile, in rapporto all'attuale crisi rappresenta un evento eccezionale.

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sabato 23 maggio 2015

A proposito dei progressi che le armate dell'Isis compiono in Siria e in Iraq ai danni dei governi di quei Paesi, e degli sciti che vi abitano (l'Isis appartiene alla maggioranza islamica di fede sunnita), noi continuiamo a chiederci perché il Paese militarmente più ferrato della regione, Israele, non appaia in alcun modo impegnato nella opposizione alle armate dell'Isis. Certo, la nostra pretesa che Israele partecipi alla coalizione anti Isis è all'incirca irrealizzabile. Tuttavia a noi appare probabile che Israele abbia non poco vantaggio dalla dissoluzione di Paesi a lui ("Israele" è maschile) ostili, come lo sono la Siria e l'Iraq (quest'ultimo già fatto a pezzettini dall'amico americano). Questa potrebbe essere la ragione per cui Israele tiene nella fondina le sue formidabili pistole, come sappiamo sempre pronte a sparare. Del resto l'Isis pare ignorare Israele, certo anche per non subirne le reazioni.

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venerdì 19 dicembre 2014

Imbroglioni

La prospettiva dei due Stati in Palestina con riferimento territoriale al 1967 è il "minimo sindacale" secondo noi che siamo favorevoli invece ad uno Stato aperto a tutti, arabi ed ebrei, focolarini, juventini, amministratori condominiali eccetera. Ma l'imbroglione Netanyahu e molti altri suoi pari si sono inviperiti per la presa di posizione del parlamento europeo, favorevole appunto ai due Stati. Netanyahu ha parlato anche della cancellazione legale di Hamas dalla "lista delle organizzazioni terroristiche" (la Cia non c'è?), altra presa di posizione (giuridica) a livello europeo, ed ha affermato che "l'olocausto non ha insegnato nulla agli europei". 
No, l'olocausto non ha insegnato nulla agli ebrei. 
E comunque è ora di finirla con questo paravento copristronzate.

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lunedì 8 dicembre 2014

Impunità

Una nuova prova dell'impunità effettiva - e mediatica - di Israele si è avuta in occasione dell'attacco eseguito da caccia israeliani sul territorio siriano, con la conseguenza di distruzioni e danneggiamenti. Vi immaginate che razza di polverone sarebbe salito se fosse accaduto il contrario? Se caccia siriani avessero attaccato il territorio di Israele?

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giovedì 7 agosto 2014

Livorno contro Israele

Da qualche parte a Livorno è stato esposto uno striscione che chiede la fine del "genocidio" a Gaza ed indica come "terrorista" Israele. Tra virgolette in questo caso significa citazione dal testo scritto sullo striscione. Orbene, dal sindaco della città si sono recate delle persone appartenenti alla locale comunità ebraica ed hanno espresso la loro contrarietà in merito alle parole scritte nello striscione, denunciandone l' "antisemitismo". Tra virgolette stavolta significa cosiddetto, cioè non serio. Il sindaco, che si chiama Nogarin ed appartiene al M5S, ha conversato con i suoi ospiti ed ha tuttavia negato che  lo striscione sia antisemita. In effetti lo striscione non accenna agli ebrei, ma ad Israele, esprimendo su questo Paese due giudizi che, come tutto quanto, possono essere discussi. Presentandosi dal sindaco con l'ovvio intento di alzare della polvere vittimistica, arte in cui gli ebrei sono il massimo pensabile nella storia del genere umano, i convenuti hanno, loro sì, stabilito un nesso tra Israele ed l'ebraismo, ragione per cui non si lamentino se qualcuno distrattamente manda a quel paese non Israele, ma gli ebrei. Trattasi di logica. 

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martedì 24 settembre 2013

Giusto Bartali

Gino Bartali, personaggio dello scorso secolo, fu un grande corridore ciclista ed ebbe, durante la seconda guerra mondiale, il fegato di prodigarsi allo scopo di evitare a parecchi ebrei italiani l'esperienza della deportazione nei campi di concentramento, riuscendo nell'impresa. Ragion per cui è stato insignito del titolo di Giusto ed avrà il suo posto là dove i Giusti sono ricordati, in Israele. L'evento, già noto ed in questi giorni di ciclismo mondiale fiorentino di nuovo raccontato, ha attirato la nostra curiosità in merito a questa collezione ebraica di Giusti. Abbiamo appreso che i Giusti sono persone "non ebree" che si resero utili ed anzi decisive per il bene degli ebrei. Anche nel caso che l'ebreo fosse uno solo. In altri termini, se un tizio qualsiasi ovunque nel mondo si è dato da fare per gli oppressi qualsiasi (cioè "non ebrei"), non è tra i Giusti.
Del resto ognuno ha i suoi giusti.

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giovedì 12 settembre 2013

Piccoli Hitler crescono

Sul quotidiano kosher Repubblica di ieri si leggeva un articolo esagitato del noto Friedman (con una enne sola, prego), celebre penna del quotidiano superkosher New York Times. Contrariamente al titolo italiano, evocante un Hitler mediorientale, il testo, forse scritto in condizioni di abbassamento mentale, farnetica di numerosi Hitler (da ovest, Libia, ad est, Iran) che "noi" (scrive il Friedman riferendosi agli Usa, diciamo così) dovremmo affrontare senza troppi scrupoli, come invece mostra di averne Obama, il quale sembra irretito dalla proposta russa di far consegnare le "armi chimiche"dalla Siria a rappresentanti Onu.
Ora, se questo Friedman con una enne sola vede molti Hitler, bene, il fatto è d'interesse solo psichiatrico, il vero guaio è un altro: ad Israele ed ai suoi numerosi amici la distruzione degli Stati della zona (Libia, Egitto, Libano, Siria, Iraq - domani Iran, dopodomani, perché no? - la Turchia), questo lo scopo delle mobilitazioni "pro democrazia" in medio-oriente da parte del cosiddetto Occidente, non basta. Non gli basta avere sotto tiro Stati ora divenuti formicai impazziti facili da annientare militarmente, là dove prima aveva dei solidi avversari. Gli "Hitler" che Israele vede intorno a sé si moltiplicano, sì è vero, sono piccoli, ma crescono di numero, diventeranno decine, centinaia, serviranno centinaia di piccole guerre, non finiranno mai. 

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martedì 7 maggio 2013

Quante "giornate della memoria" servono a far  digerire due incursioni di bombardieri israeliani in Siria, con il seguito di morte e distruzione? Due violazioni del cielo altrui, per così dire, o meglio dello spazio aereo d'un altro Stato non belligerante?

Lo domandi a me, o pensi a voce alta?

Lo domando a te...

Le "giornate della memoria" lasciano il tempo che trovano, compagno Fritz, semmai conta il flusso di film, libri, chiacchiere che scorre da decenni: anche le panche, anche le tegole ormai sanno che Israele è un marchio must il cui capitale depositato ammonta a "sei milioni di morti"...

quindi le "giornate della memoria" ....

sono come il 25 aprile o il 25 dicembre o il primo maggio, non gliene frega niente a nessuno...a nessuno importa del resto che quella cazzo di Luftwaffe israeliana ammazzi dei siriani...quelli sono morti che non si contano, sono monete di scarso peso, non fanno capitale...

quindi?

quindi niente, compagno Fritz, solo pazienza e ironia...




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venerdì 8 marzo 2013

hai saputo l'ultima che hanno fatto i nostri in Palestina?

l'ultima? I nostri?

no, dico, l'ennesima......hanno introdotto un servizio di autobus unicamente riservato ai lavoratori palestinesi ......

ah!

cioè: i coloni ebrei prendono autobus, faccio per dire, ebraici dove se vogliono possono salire anche i palestinesi, mentre però i palestinesi hanno da ora i loro autobus dove non salgono i coloni ebrei.....

ecco ecco, e come lo sai?

l'ho letto sul Corriere in questi giorni, un articolo di Davide Frattini, il quale afferma che la cosa vale per la sicurezza di entrambe le parti, e che il costo del trasporto conviene ai lavoratori palestinesi.......

dove?

da Nablus, da Ramallah, che vuoi che sappia?

quindi?

che ne dici?

dico che la mentalità ebraica sparsa come zucchero a velo sulla cultura europea, americana, non vale per Israele.....

come sarebbe?

pensaci da te, non posso dirti tutto, sei grandina, puoi farcela.......

uffa però........



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lunedì 25 ottobre 2010

siamo stanchi di tener dietro, arrancando, alle amenità che si dicono e si scrivono di continuo nel settore mediatico riferibile a Israele, che comprende gl'interessati diretti e gli zelatori...molto stanchi, così stanchi.

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lunedì 31 maggio 2010

Disco rotto.

Volontà di potenza cieca, ennesima prova di forza assolutamente priva di ragione, sicurezza d'impunità, odio, idiozia, che altro? Le forze armatissime israeliane ieri mattina hanno provocato alcuni morti dopo aver assalito una nave recante aiuti a Gaza, il campo di concentramento palestinese assediato. E' un disco rotto, tutta questa storia.

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martedì 2 febbraio 2010

Il sogno di Berlusconi.

Ispirato, messianico, il presidente del consiglio che i miei connazionali si sono autoinflitti ha erogato verbalmente in Israele, dove non so a far che si trovava ieri, un suo cosiddetto sogno, quello che tale Stato possa un giorno far parte dell'unione europea. Ma infatti!

La geografia è una materia sempre meno studiata. I più si affidano al cosiddetto navigatore satellitare. Talvolta prendono cantonate.

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lunedì 5 gennaio 2009

Bombardamenti e consigli legali.

Sulla Stampa di due giorni fa c'era uno specchietto (3 gennaio, pag. 5) su come gli israeliani tentano di evitare di essere accusati di crimini, dunque: telefonano a un condominio abitato da persone non di loro gradimento e segnalano che entro poco bombarderanno, tipo togliamo l'acqua per lavori ai tubi; pare che i casigliani spesso salgano sul tetto per impedire l'inizio dei lavori; allora gli addetti alla strage bombardano l'edificio di lato, così i casigliani scappano e la distruzione del condominio può essere perfezionata.

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