martedì 10 febbraio 2015

Pizza & Cocacola

La guerra "civile" che ha luogo in Ucraina tra i cosiddetti separatisti ed il governo centrale è crudele come sempre questi conflitti sono crudeli, se dobbiamo credere a ciò che i media ci mostrano e ci narrano una sera sì ed una pure. L'abissalità umana ha nella guerra intestina un suo teatro immancabile, ragione di più per scongiurarla o terminarla. Politicamente ci siamo espressi su questa materia diverse volte, e non abbiamo voglia di ripeterci. Aggiungiamo un paragone che ci sembra di non aver fatto, ancora. Gli americani ed i loro reggicoda hanno tentato, con l'Ucraina, il colpaccio che riuscì loro quando rubarono il Kossovo alla Serbia, solo che stavolta non ci sono riusciti, semplicemente perché la Russia non è la Serbia. I disgraziati ucraini ne pagano le conseguenze.

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martedì 18 novembre 2014

Il bue dà del cornuto all'asino

V.Putin è stato fatto oggetto di sgradevolezze varie durante la riunione australiana (Brisbane) dei cosiddetti venti grandi, tra i quali, a parte il nostro grullerello, sono numerosi i leccatori delle suole delle scarpe di Obama; ora, il numero di coloro che si dedicano a questa antica pratica non sapremmo darlo, comunque l'oggetto del contendere è l'Ucraina, ritenuta dai più vittima della prepotenza russa, mentre invece è la Russia che sta giustamente in guardia di fronte alle manovre "occidentali" tese a piazzarle basi militari sotto il naso, con la scusa della democrazia. 
Altro: la Russia non ha invaso l'Ucraina; la Russia non si è annessa la Crimea; ed è da dimostrare che l'aereo carico di persone abbattuto la scorsa estate sia stato bersagliato dai filorussi dell'est Ucraina. 
Altro: se c'è un Paese che dovrebbe tacere e cambiar argomento quando si tratta di invasioni e di guerre questo si chiama Usa. 
Il bue dà del cornuto all'asino.

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martedì 9 settembre 2014

TV, Sorrisi e Stronzate

Il tipo - ai suoi tempi membro dell'organizzazione trotzkista "Lotta continua"quindi destinato a finir politicamente negli escrementi, è uno di cui noi però avevamo stima intellettuale - non ricordiamo se per averlo udito parlare alla radio o per qualche altra ragione, magari per averne letto qualcosa in un periodico di cui ci sfugge il titolo - scrive talvolta nell'ultima pagina del prestigioso settimanale del venerdì Tv, Sorrisi e Stronzate, istituendo paragoni intrepidi, come spesso lo sono i paragoni, tuttavia anche proponendo equiparazioni assurde. 
Tempo fa equiparò, il tipo, i migranti che oggi vengono alla sciolta dall'Africa e dall'Asia Minore con gl'irreggimentatissimi migranti italiani (e non solo) di cento anni fa, sbarcati nelle Americhe insieme ai loro documenti atti all'emigrazione. 
Stavolta il tipo equipara il sostegno russo agli insorti ucraini - che non gradiscono finire nelle mani dei loro connazionali dell'ovest e quindi nelle mani dell'imperialismo americano ed europeo - agli interventi che le truppe del Patto di Varsavia fecero in Ungheria (1956), nel 1968 in Cecoslovacchia, e nel 1980 in Polonia. Si trattava di difendere il socialismo da manovre losche ispirate dall'imperialismo americano e dai suoi satelliti europei, e messe in atto da molti ingenui manovrati da provocatori e traditori, magari nazionalisti e comunque nemici del socialismo, che era la fabbrica della giustizia sociale e quindi rompeva le tasche agli sfruttatori capitalisti ed ai coglioni - inclusi i trotzkisti.
Paragonare, dicevamo, è lecito, lo fanno spesso i bambini, i geni, ed anche i cretini; ma equiparare è un altro sport, un po' più serio! La Russia non è l'Urss, né il Patto di Varsavia, in questione non è oggi il socialismo, ma una questione nazionale e nazionalistica, l'indipendenza e così via. 
Tutto nel quadro della tensione Est Ovest, certo. Questo è il solo filo che lega i fatti del passato a quelli odierni. Ultimo: il tipo lamenta che, come oggi, gli Usa non intervennero allora (1956 eccetera). Dovrebbero? Avrebbero dovuto?
Ecco come si diventa un redattore di "TV Sorrisi e stronzate".

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lunedì 1 settembre 2014

Una valle di lacrime

La Russia è un Paese di dimensioni enormi, molto ricco di materie prime, dotato inoltre di una capacità bellica paragonabile a quella degli Usa e della Repubblica Popolare Cinese. E di una consistente popolazione. Dopo che l' esperimento sovietico si è concluso, oltre venti anni or sono, probabilmente qualcuno ha trascurato la potenza della Russia, ed ha pensato di poter impunemente fruire, in Europa orientale, di una serie di Paesi compiacenti perché da poco fuoriusciti dal sistema dominato dalla defunta Unione Sovietica, e desiderosi di scodinzolare ai piedi di un padrone più "democratico". L'imperialismo si è all'incirca comprato tutti quei Paesi, popolazioni incluse, beninteso. Chi lo nega? Di recente ha tentato di acquisire anche l'Ucraina, ma non ha tenuto conto del fatto che quel Paese è costituito da una componente, ad est, semplicemente russa, che non ha accolto volentieri la prospettiva di ritrovarsi a far la parte dell' antemurale dell'imperialismo, che oggi è antirusso per motivi strategici, non più, come ai tempi dell'Urss, per motivi di politica economica e direttamente militare. Approfittando di tale circostanza nazionalistica, se non patriottica, cioè della tensione tra Ucraina dell'ovest ed Ucraina dell'est, la Russia ha trovato abbastanza facile opporsi al progetto sfacciato dell'imperialismo di tenerla da vicino sotto tiro, ed ha reagito. Intanto ha bloccato l'ideuzza di far di Sebastopoli (Crimea) una base navale Nato sloggiandone la flotta russa. Adesso sembra voler stabilire un corridoio favorevole, cioè filorusso, per aver via libera verso la Crimea. Mentre i morti e le distruzioni della guerra civile ucraina non si contano, il cosiddetto Occidente ha attuato delle "sanzioni" per punire la Russia, la quale ha controsanzionato l'Occidente, e così via. Ci sono dei rischi che tutto quanto vada a finire molto male per l'Ucraina, che è secondo noi entrata in una valle di lacrime - illudendosi di aver l'appoggio dell'Occidente; e molto male per tutti.
La colpa di tutto questo non sta nella politica di potenza e di revanche di Vladimir Putin, ma sta esattamente nella politica di potenza dell'Occidente, anche stavolta molto famelico e pasticcione.

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mercoledì 26 febbraio 2014

Crimea

L'Ucraina (accento sulla i) non sta più insieme, in compenso da qui impariamo un poco di geografia: questo il vantaggio delle crisi che hanno luogo nel vasto mondo. 
La famosa trecciona amata dai media "occidentali" è stata rimessa in libertà, i poliziotti che hanno fatto danni sono stati costretti ad esibirsi inginocchiati ed a chiedere perdono, insomma: almeno non si dirà che questa è una "rivoluzione arancione". Infatti sembra che sia piuttosto rossa di sangue - e nera d'ideali. Ma è così, e tanto ci deve bastare. Per quanto ci abbiano mostrato in pratica ogni sera la stessa piazza illuminata. E sia. 
Un pezzo di Ucraina si stacca. Un altro pezzo, a proposito di geografia, la famosa Crimea (dove il Piemonte partecipò a una guerra internazionale antirussa nel secolo diciannovesimo), non sembra che ci stia, al gioco antirusso. E siamo a due pezzi: forse non è finita qui. 
Sarà come per la Jugoslavia? 
No. Troppo vicino alla Russia.
Vedremo, o non vedremo.

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lunedì 9 dicembre 2013

Statue dell'abbattimento

Se i tipetti che hanno abbattuto una statua di Lenin in Ucraina credono di aver fatto qualcosa, si sbagliano: le statue non contano niente, contano le idee e la loro realizzazione. Il leninismo è stato danneggiato per decenni in Unione Sovietica e in Cina, a Cuba, e non parliamo dei danni che ha ricevuto in Europa occidentale, in Italia poi è da leggere avidamente la "Storia del PCI" scritta da Giorgio Galli, altro che abbattimento di statue. Trattasi di statue dell'abbattimento. 
Resta il leninismo, cioè: il marxismo-leninismo, che continua a scavare. salute!

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martedì 13 aprile 2010

Uranio ucraìno.

Un nuovo metodo di risoluzione del problema bombe atomiche s'intravede in un gustoso articolo sul Corriere di ieri (13 aprile), dove si narra che, dopo anni di "impegno" Usa, presto il governo ucraìno (con l'accento sulla i) alienerà l'uranio in suo possesso affidandolo a chi? Ma al governo Usa.

Dal momento che i padroni del mondo e i loro più o meno sinceri servitori temono che stati od organizzazioni "inaffidabili" s'impadroniscano del sapere e della materia utili a realizzare bombe atomiche e che le usino come i padroni del mondo hanno fatto nel 1945 in Giappone, adesso si agitano molto (chi la fa l'aspetti) contro Iran e Corea del Nord (quella "cattiva", invece quella del sud è "buona"), e, quando possono, comprano l'uranio in possesso d'altri, come hanno fatto con il governo ucraìno. Perché non cada in mano dei "cattivi" (bad people, diceva GWB).

Altrimenti useranno le maniere forti, magari per interposta nazione "alleata".

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sabato 6 febbraio 2010

$ 4 per un'ora di Evviva.

Sul Corriere di oggi un certo Dragosei tratta delle prossime votazioni in Ucraina.......Do you remember the Orange Revolution? Va bene, il Dragosei narra che alcuni ex rivoluzionari arancio hanno creato un'agenzia che raccoglie manifestanti per comizi, dimostrazioni e simili pagandone le prestazioni 4 dollari l'ora (3 euro circa). I manifestanti devono sbandierare, sorridere alla telecamere, fare i bravi, inneggiare eccetera. Così un partito si paga i sostenitori. Suggestivo che la remunerazione avvenga in dollari.

Bisogna riflettere sul fatto che questa agenzia (tutto ha un prezzo e si può comprare in "democrazia") viene dagli eroici rivoluzionari che per giorni e giorni tempo fa i tg ci hanno mostrato, sottozero! Vibranti!....Come i desiderosi giovanotti iraniani, che vogliono anche loro la "vita bassa" e sbandierano cartelli molto ben fatti in lingua inglese.......
Non siamo ingenui.....sappiamo che in Italia molte faccette che sbrilluccicano intorno al Volto Santo Rattoppato sono prezzolate.......
Nulla deve essere creduto vero, è un esercizio di ecologia mentale....

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