lunedì 10 aprile 2017

Croste e corna

Le "59" bastonate Usa sulla Siria sono un atto di prepotenza cui siamo abituati, ma che dobbiamo segnalare ricordando che ogni Stato sovrano ha diritto di provvedere ai casi suoi nazionali come crede. Sta ai cittadini organizzati o disorganizzati eventualmente cambiare il governo del loro Paese, anche per mezzo della guerra civile, non sta ad uno sceriffo internazionale autonominatosi guardiano del mondo per scopi di dominio mascherati da motivi umanitari. Ciò vale anche per il lavoro militare che sta facendo la Corea del nord con i suoi missili e con le sue bombe atomiche. La Corea ha diritto di sbagliare, la Siria ha diritto di sbagliare, gli Usa non hanno il diritto di "correggere" gli errori altrui, invece hanno il dovere di grattarsi le croste e corna che hanno in quantità.

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venerdì 19 agosto 2016

Meglio morir sotto le bombe americane

Siamo certi che se i russi non partecipassero attivamente ai bombardamenti in Siria, che com'è ovvio causano morte e distruzione, molto minore sarebbe l'attenzione alla Siria stessa da parte dei "nostri" servili media, tremendamente filoamericani e disposti a qualunque minimizzazione dei danni cosiddetti collaterali che gli americani provocano da decenni ovunque nel mondo - disposti nel contempo ad enfatizzare i danni provocati dai loro nemici, che sono di conseguenza nostri amici.

(28 Settembre. Sul Manifesto di ieri segnaliamo un articolo di Manlio Dinucci, a pag.14, sulla propaganda che infesta i media a proposito della guerra civile e non solo in Siria. Tra le cose interessanti che scrive il Dinucci ce n'è una che ci sembra sfiziosa: la Clinton, come segretario di Stato Usa, nel 2012, scrisse in una sua mail che data la relazione strategica Iran-Siria "il rovesciamento di Assad costituirebbe un immenso beneficio per Israele, e farebbe anche diminuire il comprensibile timore israeliano di perdere il monopolio nucleare".)

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giovedì 5 maggio 2016

Aleppo

In Siria da diversi anni è in corso una guerra intestina che recentemente ha visto entrare in gioco la forza militare russa, alleata del governo Assad. Quest'ultimo ha tratto giovamento dal supporto russo, non disinteressato ma finalizzato a mantenere una base navale in Siria, e in questi giorni ha fatto bombardare la città di Aleppo, provocando morte e distruzione. I media che pigramente seguiamo, senza fidarcene più di tanto, affermano che sarebbero morte trecento persone, all'incirca. Questo numero, insieme alle distruzioni, ci ha fatto tornare in mente i trecento morti che a Firenze provocarono i bombardamenti alleati (anglo-americani) nel lontano 1944, morti ufficialmente e genericamente attribuiti, in ben due lapidi giustapposte in prossimità della stazione Campo di Marte, alla guerra. 

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giovedì 10 marzo 2016

Il presidente Usa ha criticato Francia e Gran Bretagna per la distruzione della Libia (2011), cui per altro parteciparono anche gli Usa. Ha inoltre rivendicato il non bombardamento Usa della Siria (2013). Il dinoccolato giovanotto, che tanti cuori fece palpitare ai suoi inizi e che ora si trova sulla porta in procinto di uscire di scena per entrare nel magico mondo delle conferenze pagate centinaia di migliaia di dollari l'una, si è dimenticato di dire qualche altra cosetta: per esempio che in Egitto il suo Paese ha favorito un colpo di Stato allo scopo di confermare i militari da sempre al potere, e che la causa prima dello stato di malattia inguaribile che tormenta l'intera zona è Israele.
Comunque: in seno all'Avversario si agitano serpenti. Bene.

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mercoledì 17 febbraio 2016

Non si salva nessuno

In Siria la Russia è entrata da mesi in guerra allo scopo di aiutare l'alleato Assad ed allo scopo di conservare una sua base navale sul Mediterraneo (e ci scusiamo per la precisazione, ma s'ignora non poco della geografia). L'intervento ha provocato e provoca, come avviene almeno dai tempi della seconda guerra mondiale (1939-1945; ci scusiamo per la precisazione, ma s'ignora non poco anche della storia), vittime civili, cioè non combattenti, e profughi. I profughi sono coloro che essenzialmente non vogliono morire schiacciati sotto i muri delle loro case bombardate dai "liberatori". Non ricorda qualcosa, tutto ciò? 
Qui abbiamo ironizzato tempo addietro sui disgraziati siriani che protestano, qui stava l'ironia, contro le bombe russe in nome del loro diritto ad essere schiacciati da bombe più democratiche, magari americane, sai che soddisfazione!
Continuiamo, ironia a parte, a leggere o meglio a sfiorare con lo sguardo articoli antirussi di giornali che quasi sempre hanno fatto finta di nulla davanti alle boiate commesse da americani, francesi, inglesi.
Non si salva nessuno, la verità è questa.

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lunedì 30 novembre 2015

I civili siriani vogliono giustizia

Forte è il disappunto dei civili siriani che ricevono in testa bombe russe, infatti essi rivendicano il diritto di essere bombardati da aviazioni appartenenti a Paesi di provata democraticità (Francia, Gran Bretagna, sì, ma il sogno resta morire bombardati dagli Usa).

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lunedì 26 ottobre 2015

Non tutte le bombe si assomigliano

C'informa l'Ansa, stasera 26 ottobre, che cento trenta mila siriani stanno fuggendo a causa dei bombardamenti dal mare russi. Supponiamo che provassero piacere, invece, quando a bombardarli dal cielo erano i francesi. 

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giovedì 15 ottobre 2015

Russi nel Mediterraneo

Il motivo per cui la Russia da qualche tempo si dedica al bombardamento mirato della Siria è da vedere, come indica l'ottimo Sergio Romano (Corriere, 15 ottobre), non nella generica amicizia tra la Russia ed il regime di Assad, ma nel fatto che i russi dispongono in Siria di una base navale, a Tartus, che non hanno intenzione di perdere. Come non volevano perderla, a favore sappiamo di chi, in quel di Crimea.

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giovedì 15 gennaio 2015

Ong e Stato

Le due graziose sciocchine andate in cerca di avventure "umanitarie" in quel bordello che è la Siria, ed ivi sequestrate mesi or sono, sarebbero state rilasciate, dai tipi che le avevano in mano, al prezzo di dodici milioni di dollari - pagati dallo Stato. Buon per loro! Felicitazioni a parenti ed amici!
Forse però un filtraggio serio del personale "Ong" che "umanitariamente" si reca in zone di guerra e, peggio, guerra civile, non guasterebbe. "Ong" significa "non governativo", ma se poi a pagare è Pantalone allora il discorso cambia.

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lunedì 8 dicembre 2014

Impunità

Una nuova prova dell'impunità effettiva - e mediatica - di Israele si è avuta in occasione dell'attacco eseguito da caccia israeliani sul territorio siriano, con la conseguenza di distruzioni e danneggiamenti. Vi immaginate che razza di polverone sarebbe salito se fosse accaduto il contrario? Se caccia siriani avessero attaccato il territorio di Israele?

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mercoledì 24 settembre 2014

C'è ma non si vede

Per quanto la geografia sia una materia ignorata, in molti intuiranno che l'Ucraina si trovi un poco più vicina alla Russia di quanto la Siria e l'Iraq lo siano agli Usa. Eppure si lascia correre sui "raid" che gli americani ed i loro "alleati" stanno iniziando a fare su quei due Paesi, mentre per tutta l'estate si è strillato contro la Russia, giustamente allarmata dalla deriva della confinante Ucraina, ma che non ha invaso alcun territorio né cielo. Due pesi e due misure. 
A proposito: perché nella coalizione anti Califfato non c'è Israele? O c'è, invece, ma non si vede.

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martedì 27 agosto 2013

Siria

Ieri un conoscitore di cose strategiche, ma anche di storia, intervistato da Rai news 24 sulla deriva siriana, o meglio sulle voglie che americani, inglesi e francesi hanno di fare la festa al cattivo Assad, che non se ne vuole andare in esilio, ha detto una cosa interessante, in merito alla scelta effettuabile da parte degli "alleati" delle fazioni siriane in rivolta da favorire con armi eccetera: che tale politica di selezione delle fazioni in rivolta è stata sperimentata durante la seconda guerra mondiale.
Ma infatti! Sempre più noi stiamo comprendendo quello che è accaduto tra il 1940 ed il 1945 alla luce di quanto accade oggi (Afgha, Iraq, Kossovo, Libia, Siria...) - e viceversa.
E sempre meno crediamo alle favole.

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martedì 7 maggio 2013

Quante "giornate della memoria" servono a far  digerire due incursioni di bombardieri israeliani in Siria, con il seguito di morte e distruzione? Due violazioni del cielo altrui, per così dire, o meglio dello spazio aereo d'un altro Stato non belligerante?

Lo domandi a me, o pensi a voce alta?

Lo domando a te...

Le "giornate della memoria" lasciano il tempo che trovano, compagno Fritz, semmai conta il flusso di film, libri, chiacchiere che scorre da decenni: anche le panche, anche le tegole ormai sanno che Israele è un marchio must il cui capitale depositato ammonta a "sei milioni di morti"...

quindi le "giornate della memoria" ....

sono come il 25 aprile o il 25 dicembre o il primo maggio, non gliene frega niente a nessuno...a nessuno importa del resto che quella cazzo di Luftwaffe israeliana ammazzi dei siriani...quelli sono morti che non si contano, sono monete di scarso peso, non fanno capitale...

quindi?

quindi niente, compagno Fritz, solo pazienza e ironia...




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giovedì 9 febbraio 2012

Perché non ci occupiamo mai dei fatti di sangue che, a quanto pare, avvengono copiosi da molti mesi in Siria? Abbiamo certo dei temi che ci stanno più a cuore di altri, com'è ovvio, e qui non si tratta di dare informazioni, ma di prendere appunti, per così dire "in pubblico". A punti, del resto anche quotidiani e telegiornali trattano gli argomenti che vogliono. Mica tutto lo scibile planetario.

La Siria, per altro, è alleata dell'Iran, dunque sospettiamo che la critica da parte dei "nostri" media a quel Paese dolente sia inquinata, il che significa che non ci fidiamo dei "nostri" media, in particolare quando toccano il Medio Oriente.

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sabato 30 aprile 2011

In una città meridionale della Siria (di cui non ricordiamo il nome) il governo del Paese sta usando contro le masse in rivolta (quale che sia tale rivolta) maniere brutali: si parla di morti "a centinaia". Sarà vero?

Appare evidente, però, che il valore della vita umana, in quel Paese, non è paragonabile con il valore che ad essa si attribuisce in Europa, almeno oggi.

In Europa si contano con precisione i morti europei, mentre si contano "a spanne" i morti extraeuropei, come abbiamo scritto spesso qui.

Gli europei, nel senso dei loro media, hanno un certo gusto di grossolanità che necessita uno sfogo: ottime sono le occasioni che tumulti o sciagure lontane offrono.

I media sono degli imbonitori da fiera, mentono a scopo promozionale della merce (anche politica) che vogliono vendere.

Qualcuno intanto domanda perché l'Onu non promuove un "intervento" in Siria, come lo ha promosso in Libia.

Noi chiediamo invece: perché l'Onu non si è mossa per la Libia come sta muovendosi per la Siria, cioè stando criticamente a guardare?

Possibilmente cercando di capire che cosa accade.

Noi non lo sappiamo. Invece riflettiamo sul valore della vita umana, da queste parti ipocritamente esagerato.

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