mercoledì 3 febbraio 2016

In maschera

Il Corriere di ieri 3 febbraio dedicava una pagina allo scrittore B.H.Levy, un ebreo francese che si traveste da soldato israeliano, come mostra una foto inserita con apprezzabile senso umoristico dal quotidiano, tra il manicomio e il carnevale, e che soprattutto si trova in prima fila, dalla sua postazione parigina, a predicare guerre assassine favorevoli a Israele e camuffate da liberazioni. Al Levy è stato dedicato in Francia un testo intitolato "Gli intellettuali falsari". 
Spesso il Corriere ne pubblica gli scritti, ieri dava conto di un suo lungo libro appena uscito, o in uscita. Con una intervista ed un estratto del volume. Non abbiamo letto né l'una né l'altro. 

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lunedì 15 giugno 2015

Il miglior riportino del Mediterraneo ha detto ieri che il Paese da lui governato fece guerra contro Gaza, l'ultima, in modo assai elegante ed al massimo attento a non far danni, i quali dipesero (passato remoto del verbo dipendere) invece dalle cattive abitudini di Hamas, dall'uso cioè di scudi umani. Quanto precede è documentato da una commissione d'indagine sulla guerra a Gaza che il ricco Israele si è comprata, intanto che una commissione d'indagine dell'Onu sta concludendo il suo lavoro. I ricchi si comprano gli avvocati migliori, ed anche i giudici.

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martedì 21 ottobre 2014

Voglia di sputare

Che cosa prova il prode corrispondente ritornato in quel di Gaza dopo le stragi nel vedersi intitolato dal suo giornale un onesto articolo che descrive come  gli israeliani si procurano collaborazionisti palestinesi (ricatti su ogni materia, vita e salute inclusa) in modo da far credere al lettore frettoloso che in questione siano quei cattivacci di Hamas e dintorni  che hanno eliminato negli anni una cinquantina di questi collaborazionisti? *

Voglia di sputare?

* Periodo troppo lungo? Senza punteggiatura?

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giovedì 7 agosto 2014

Livorno contro Israele

Da qualche parte a Livorno è stato esposto uno striscione che chiede la fine del "genocidio" a Gaza ed indica come "terrorista" Israele. Tra virgolette in questo caso significa citazione dal testo scritto sullo striscione. Orbene, dal sindaco della città si sono recate delle persone appartenenti alla locale comunità ebraica ed hanno espresso la loro contrarietà in merito alle parole scritte nello striscione, denunciandone l' "antisemitismo". Tra virgolette stavolta significa cosiddetto, cioè non serio. Il sindaco, che si chiama Nogarin ed appartiene al M5S, ha conversato con i suoi ospiti ed ha tuttavia negato che  lo striscione sia antisemita. In effetti lo striscione non accenna agli ebrei, ma ad Israele, esprimendo su questo Paese due giudizi che, come tutto quanto, possono essere discussi. Presentandosi dal sindaco con l'ovvio intento di alzare della polvere vittimistica, arte in cui gli ebrei sono il massimo pensabile nella storia del genere umano, i convenuti hanno, loro sì, stabilito un nesso tra Israele ed l'ebraismo, ragione per cui non si lamentino se qualcuno distrattamente manda a quel paese non Israele, ma gli ebrei. Trattasi di logica. 

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lunedì 4 agosto 2014

"Vicini di casa"?

Il polacco Wlodek Goldkorn, che a Firenze trenta anni or sono si faceva chiamare solo Vladimir e teneva una rubrica di politica internazionale per "Contro Radio", ha intervistato per l'Espresso lo scrittore israeliano Amos Oz, il quale ultimo, in merito alle operazioni militari israeliane a Gaza, avrebbe domandato al Goldkorn: "che cosa farebbe lei se un suo vicino di casa le sparasse addosso dal balcone?"
Le passioni obnubilano la ragione, infatti i militanti che da Gaza sparano razzi contro Israele non sono per niente "vicini di casa", sono padroni di una casa di cui sono stati spossessati da parte di una banda internazionale di malfattori, e che rivendicano come possono il diritto a una casa che è loro.

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domenica 20 luglio 2014

Diritti e distesi

Le persone uccise a Gaza stanno diventando innumerevoli, ma ieri il segretario di Stato J.Kerry avrebbe detto che "Gerusalemme è circondata dai terroristi". "Israele ha diritto di difendersi": sono anni che vari pappagalli ripetono questa cazzata, la ripetono perché non ci credono neppure loro. Ritorna il quesito: gli Usa sono divenuti un Israele in grande? 

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lunedì 14 luglio 2014

Le fiabe della volpe

Sul Manifesto di ieri domenica 13 luglio si leggeva una breve sintesi sulla mostruosità in corso dal 1948 in Palestina, scritta da Eduardo Galeano, molto chiara. Troviamo disgustoso ma istruttivo, anche per chi è vecchio come noi, che i media principali siano schierati tutti dietro alla barzelletta dei razzi lanciati da Hamas contro città israeliane. Ragazzi, quanti morti hanno avuto gli israeliani, e quanti i palestinesi? E feriti? E distruzioni?
Dunque il Manifesto ci appare l'unica voce che si distingue dal pattume, e gliene siamo grati. Leggete lo scritto di Galeano. 
A proposito dell'immonda combriccola mediatica italiana, in particolare Repubblica, Corriere, Stampa, vogliamo attirare l'attenzione sul fatto che i corrispondenti impegnati a raccontarci balle sono o sembrano militanti sionisti - quel che scrivono è comunque basicamente viziato da confusione d'interessi. 
Vi lascereste raccontare com'è andata la mattanza delle galline nel pollaio da una volpe?

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giovedì 10 luglio 2014

Idioti

Pare che alcuni razzi o se volete missili lanciati dalla striscia di Gaza, il ghetto palestinese creato a causa della prepotenza dei governi dello Stato usurpatore detto Israele, abbiano fatto il solletico ad un sito adibito a produzioni militari atomiche. Che lo Stato usurpatore possieda armi atomiche è il segreto di Pulcinella, ma colpisce che si dia per scontato per Israele ciò che invece suscita scandalo quando è riferito ad altri Stati. Anzi, non colpisce, illumina: in questione, in Palestina, cancellata dalla carta geografica per dar luogo ad uno Stato di pazzi, Israele, illusi di potersela cavare a dispetto della realtà, è l'ingiustizia. Non per motivi solo di filosofia della Storia, ma per motivi pratici: gli inenarrabili casini che affliggono Libia, Egitto, Siria, Iraq, Afghanistan eccetera, dipendono esattamente, in un rapporto classico di causa-effetto, dalla fondazione e dalla promozione dello Stato di Israele. Fu ed è un errore che stiamo pagando caro, dar luogo e poi mantenere questa repubblichetta di idioti intelligentissimi, intanto le vittime sono i palestinesi. 

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mercoledì 21 novembre 2012

Per concentrarci sui fatti osceni di questi giorni abbiamo letto una dichiarazione di Noam Chomsky, studioso creativo di linguistica e voce non allineata al pensiero imperialista, pubblicata sul Manifesto. Chomsky nega che tra Gaza e Israele sia in atto una guerra, ma afferma che si tratta di un assassinio ad opera di Israele.
Sempre il Manifesto di ieri pubblica un articolo di Stefano Sarfati Nahmad  in cui si definiscono invece molti ebrei come "sordamente e ciecamente indifferenti alla tragedia del popolo palestinese (...) come paralizzati dalla trappola dell'identità e del vittimismo". Poiché il Sarfati usa l'espressione "i miei correligionari" ne concludiamo che, come ebreo, ha del coraggio.
Sulla scia di queste brevi letture ci saremmo decisi a leggere un testo scaricato e stampato mesi or sono, di Luciano Tas. E' intitolato "21 domande 21 risposte per conoscere correttamente la questione israelo- palestinese". Luciano Tas non si muove di un millimetro dalla sua posizione di tifoso d'Israele. Nessuna responsabilità è attribuita a Israele, mai, tutte invece sono a carico degli arabi e dell'Olp. Noi non ce l'abbiamo fatta, a perdere il nostro tempo con un estremista simile, però segnaliamo l'opera a chi, tra i nostri pochissimi lettori, volesse studiarne le caratteristiche e la "correttezza".
Chomsky e Sarfati, secondo una definizione di grande interesse, potrebbero essere detti, da certi loro "correligionari", "ebrei che odiano se stessi". Così viene bollato chi critica la sua "gente".
Tas non rischia certo tale etichetta, infatti, per dirla con Sarfati, cade nella "trappola dell'identità".

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martedì 20 novembre 2012

I media sono coordinati, in merito agli ultimi avvenimenti mediorientali, secondo un discorso di parità bellica tra i palestinesi e gli israeliani: da una parte Gaza lancia "missili" o "razzi", dall'altra Israele opera sparando dall'alto.
Le immagini ieri sera mostravano un edificio sventrato e annientato, a Gaza, e un salotto scheggiato e in disordine, in non sappiamo quale cittadina israeliana.

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venerdì 16 novembre 2012

Due giorni sono passati da quando abbiamo letto sul Corriere della sera che dal 2001 a oggi su vari luoghi prossimi a Gaza - ed abitati dagli israeliani - sono stati lanciati 14 mila razzi. Abbiamo fatto un paio di divisioni, ne risulta una media di tre razzi al giorno.
Si sa, del resto, che le medie sono solo una rappresentazione della realtà.
Anche i totali tuttavia lo sono.
Ci chiediamo se qualcuno ha conteggiato anche le sassate tirate da dimostranti imberbi contro le truppe israeliane durante le due Intifada. Gli sputi, i vaffanculo. O gli ulivi segati.
Intanto, dall'inizio di questa nuova puntata del dramma, a tre persone morte da una parte, ne corrispondono ventinove dall'altra. E lo sbilancio cresce.

Noi vorremmo lo stesso numero di morti e feriti da ambo le parti: zero.

I fautori della teoria secondo cui chi critica Israele è un "antisemita" perché tra l'altro non critica né evidenzia altre realtà del pianeta dove si declina la distruttività umana, ma solo Israele, dimenticano o fingono di non sapere che in Palestina da decenni si rappresenta l'umano al suo peggio, che la Palestina straziata è il teatro principale dell'abissalità. La Palestina è la New York dell'orrore, quello che lì succede, succede ovunque.

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mercoledì 14 novembre 2012

Maestro, ho timore che mi diano dell'antisemita...

Chi?

I miei amici progressisti, soprattutto le lettrici dei maggiori quotidiani...

E perché?

Perché mi fa molto arrabbiare quello che combina Israele. Hai visto ieri a Gaza?

Ho visto un paio di tg, mi pare che sia piaciuto molto il videogioco della macchina centrata dall'alto, per Natale lo vedremo nei negozi di balocchi...

Giocattoli, maestro, giocattoli, si dice giocattoli...

Che fa rima con...

Vermiciattoli?

Se è per questo balocchi fa rima con sciocchi, non dobbiamo arrabbiarci, compagno Fritz, ma cercare di connettere...

E allora connettiamo!

L'assassinio dei nemici, pensa alla fine di Giulio Cesare, o a quella di Trotzky, è una vecchia pratica ed è molto comune, non si vede perché una potenza come Israele non dovrebbe servirsene. Hanno i mezzi, hanno la copertura, o la connivenza degli Usa, credono perfino di avere la ragione dalla loro parte, figurati!

Maestro, tu sei antisemita?

Quello di antisemitismo è un concetto che fa da foglia di fico, sai le foglie del fico dipinte sui genitali a scopo di censura, sopra certe opere d'arte?

Ma la politica militare di Israele non è mica un'opera d'arte!

Be', la guerra è anche un'arte, se vogliamo...

Il nostro autore ha scritto qui tante volte dei post contro Israele, lui non la pensa come te, ci va giù duro...

Fatti suoi, ognuno ha diritto ai suoi eventuali errori, torniamo a noi!

Ecco, ma tu sei o non sei un antisemita?

Un ebreo ignorante, o fanatico, o in mala fede, direbbe senz'altro che sono un antisemita, ma che m'importa, quello che conta sono i fatti. Gaza è un fatto, non una metafora. Gaza è un campo di concentramento colmo di internati costretti a sopravviverci per punizione: hanno peccato, anni fa, eleggendo Hamas, sai l'organizzazione sociale e politica che Israele bolla come terrorista? Gli internati lanciano razzi contro luoghi abitati dagli israeliani, e Israele risponde con la sua forza immensa e sofisticata...

E' la storia del lupo e dell'agnello?

No. Non ci sono né lupi né agnelli, in giro. Sono in questione schieramenti di esseri umani testardi e disonesti, tutto qui.

Come se ne esce?

Andreotti diceva che ci sono due tipi di matti, quelli che si credono Napoleone, e quelli che pensano a riordinare le ferrovie dello Stato; ma dimenticava un terzo gruppo: quelli che sperano che la questione israelo-palestinese possa essere risolta. Non se ne esce, compagno Fritz. Serve attendere con pazienza, noi vecchi poco, voi giovani molto, e quelli che verranno chissà quanto tempo, che questa porcheria sia compiuta in modo totale. Quando tutte le posizioni di questo kamasutra dell'orrore saranno state esplicitate, saremo arrivati al termine del libro.

Del libro...

Questa è una metafora, compagno Fritz.

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martedì 21 settembre 2010

il quotidiano imperialista Repubblica ieri (20 settembre) donava ai lettori un paginone su alcuni giovani che a Gaza fanno il cosiddetto surf nonostante tutto...non l'abbiamo letto perché illeggibile: comunque i titolicchi a corredo avanzavano l'idea sarcastica che il Libro dei musulmani possa aver qualcosa contro questo sport...ci pare invece che il rischio corso dai giovani surfisti sia di essere ammazzati dai guardacoste della potenza coloniale che tiene in scacco Gaza e dintorni.
In altra pagina, richiamato da un titolo in prima, Repubblica sparava una notizia falsa: razzo dei talebani uccide bambini afghani, perché il lettore potesse pensare che i talebani hanno sparato su dei bambini un razzo, mentre invece la supposta notizia era riferita a un incidente tipico delle guerre: la bomba inesplosa che uccide e ucciderà, nel suo sporco futuro, anche dopo anni e decenni. La porcata serviva a bilanciare la notizia di un cosiddetto squadrone della morte imperialista che, pare, gioca ad ammazzare afghani. Dev'essere chiaro che le accuse di eccessi sadici commessi da singoli soldati hanno la funzione di "purificare" il contesto dell'azione militare imperialista in generale, mentre noi siamo convinti che è l'azione militare imperialista in generale che dev'essere estirpata dall'Afghanistan, dall'Iraq e in ogni dove.

Ah, già: ci sono state le votazioni, in Afghanistan. Come leggiamo su un muro qui vicino: se votare cambiasse qualcosa, sarebbe proibito.

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mercoledì 25 agosto 2010

Il 23 e il 24 agosto Repubblica ha raccontato quel che si vive nella cosiddetta striscia di Gaza, quel piccolo territorio dove sono prigionieri circondati, anzi assediati, un milione e mezzo di palestinesi, numero da cui è necessario sottrarre i millequattrocento circa morti ammazzati dagli israeliani durante l'operazione horror denominata "piombo fuso", un anno e mezzo fa, messa in opera per liberare UN soldato israeliano prigioniero dei palestinesi dal 2006, anno della guerra splatter israeliana contro il Libano.
Com'è noto l'organizzazione Hamas, che non intende riconoscere "gratis" lo stato di Israele e perciò è universalmente malvista, governa la striscia, dopo aver vinto, nel 2006, le elezioni in quel che resta della Palestina, e dopo aver neutralizzato la reazione a tale vittoria dell'Autorità Nazionale Palestinese e di Al Fatah, che godono stampa migliore in quanto piuttosto di zampa liscia con i padroni imperialisti e colonialisti, se non collaborazioniste del tutto.
Orbene, e naturalmente ci scusiamo per la sintesi che precede, brutale, l'inviato di Repubblica sorvola sulle vere cause della miseria di coloro che sopravvivono nella striscia, l' assedio e il blocco delle importazioni, e accusa invece Hamas.
Se piove la colpa è dell'ombrello...
Ciò ricorda le accuse rivolte ai partigiani italiani, 1943-1945, per gli eccidii realizzati dai soldati tedeschi comandati dai nazisti come rappresaglia in risposta alle attività di guerriglia dei partigiani.
Ciò, com'è ovvio, ricorda le accuse alla dirigenza comunista di Cuba, di essere incapace di realizzare il "benessere" della popolazione, accuse che sorvolano sull'embargo Usa, vecchio di decenni.
Hamas, un'organizzazione senz'altro socialmente e politicamente utile e che invece gli scribacchini definiscono soltanto come "terroristica", fa il possibile, date le circostanze. Repubblica racconta che nella città di Gaza è stato aperto un piccolo centro commerciale a cura sembra di Hamas, e fa dell'ironia, chi ha i soldi per farci la spesa?...stupendosi tra l'altro che tra i prodotti in vendita ve ne siano alcuni israeliani...

Il 25 agosto lo stesso inviato, invece, stavolta non stupito dalla "contaminazione", ha rilasciato miele a proposito dell'insegnamento dell'arabo reso "obbligatorio" in 167 scuole israeliane...novità in nome della condivisione...ha scritto da ultimo, e dell'incontro...come se ci credesse...

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lunedì 14 dicembre 2009

Barare in nome dell'equidistanza.

Ex Stampa, adesso passato al CDS, vicedirettore ai tempi di Mieli, ora non saprei, me ne fotto, formidabile finto moderato, in realtà estremista di centro - scava scava e si trova sempre a risbucare a destra, in nome dell'oggettività, dell'equilibrio - difensore delle cause in cui subodora l'ingiustizia, voi lo trovate a fianco dei deboli e degli oppressi: gente come Berlusconi, popoli come gl'israeliani.
Questo tizio, cui devono aver fatto vedere i sorci verdi da bambino, risentito frustrato com'è, giorni fa sul corrierone, anima e zampa liscia al padrone, ha rilasciato un pezzo contro chi non s'indigna per il "muro" che il governo egiziano sta realizzando, pare, anche sottoterra, al confine con la cosiddetta striscia di Gaza, contro il contrabbando di armi, si capisce: il governo egiziano sta dalla parte dell'imperialismo; e contro chi invece s'indigna contro l'altro muro che il governo israeliano ha, senza dubbio, fatto erigere per proteggersi contro infiltrazioni nei "suoi" territori da parte dei palestinesi.
Poi leggi il giornale, lo stesso numero del CDS, e vedi (uno) che la notizia è fresca, nuova, insomma: chi lo sapeva di questo muro egiziano? E vedi (due) che non è neppure sicura.
Senza contare che, mentre il governo egiziano ha il diritto di erigere tutti i muri, antipatici o meno, sui suoi confini, il governo israeliano non ha nessun diritto di trasformare in muro confini territoriali che sono assolutamente abusivi e che reggono soltanto grazie alla protezione in soldi e in armi del governo Usa.
Questo si chiama barare.


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mercoledì 21 gennaio 2009

Braccobaldobama e i padroni veri.

Mentre non riesco a nascondere il mio sconcerto per la coglionissima eccitazione ( anche sul Manifesto, ragazzi, ma siete diventati scemi?) intorno all'entrata in servizio di Braccobaldobama, leggo e ascolto oscenità e cazzate su l'ultimo episodio della serie horror in onda da sessant'anni in Palestina. Ieri alla radio (rai3) ho sentito parlare di "danni" subiti dai palestinesi concentrati nella striscia di Gaza (km40Xkm5), come se in questione fosse un uragano, d'altra parte non ho avuto il cuore di leggere un'intervista realizzata dall'ultras B.H.Lévy a un militare israeliano e pubblicata dal Corriere, faziosamente schierato dalla parte del torto il giornale, sionista e mistificatore il Lévy. Sono morti ammazzati dai soldati israeliani più di 1300 esseri, il che significa che Israele ha fatto fuori l'uno per mille della popolazione di Gaza. Tornando a Braccobaldobama, finite le buffonate inaugurali, vedremo cosa farà quando si troverà davanti i padroni del vapore, quelli che decidono cosa si fa e quando e dove, vedremo se toglierà le mostruose forniture annue di armi e soldi a Israele, tanto per dirne una.

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venerdì 9 gennaio 2009

Errori.

L'orrida carneficina di Gaza ha come effetto non trascurabile e senz'altro utile quello di segnalare chi erra, e chi no, nell'ambito dei media. Ho visto Corriere, Stampa, Repubblica, Manifesto, TG3, TG1,TGLa7. Le scatole di errori - a sto punto spero che siano pagati, tutto sommato sarebbe un'ipotesi rassicurante, molto meglio che pensare che davvero credano alle cose che scrivono e dicono - le scatole di errori sono il Corriere, la Stampa, la Repubblica e il TG1, mentre si rarefanno gli errori nel TGLa7 e nel TG3. Il Manifesto si salva, ma preme troppo il pedale del pianto e troppo poco quello della critica.

La faccenda, per quanto tragica, è semplice. Israele è governata da un personale politico che non pensa, ma agisce, e si precipita verso la rovina, sua di sicuro, è solo questione di tempo, forse anche nostra (di tutti).

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mercoledì 30 aprile 2008

Gaza come il ghetto di Varsavia.

Giorni orsono una riunione internazionale ONU è stata interrotta per volontà di alcuni partecipanti, "indignati" per il paragone degli altri partecipanti tra la situazione di Gaza e i lager nazi.

Vi va meglio, ipocriti, il paragone tra Gaza e il ghetto di Varsavia?

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martedì 4 marzo 2008

I palestinesi hanno il diritto di combattere

Israele ha diritto di difendersi, dicevano le marionette imperiali mentre uno degli eserciti più forti del mondo devastava il Libano, nel 2006, per un soldato fatto prigioniero da Hezbollah. Israele ha diritto di difendersi, ripete ora (Corriere della Sera) qualcuno, mentre uno degli eserciti più forti del mondo distrugge un campo di concentramento di nome Gaza, dove stanno fitti i cittadini palestinesi come prigionieri, per i razzi che giustamente i combattenti (Hamas o altro) lanciano contro il territorio dell'usurpatore.

Ripetere che Israele ha diritto di difendersi significa che non si è tanto convinti di ciò, infatti Israele ha il dovere di restituire il maltolto ai legittimi proprietari, i palestinesi.

I palestinesi hanno il diritto di combattere.

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giovedì 28 febbraio 2008

Morti ammazzati palestinesi anonimi.

L'aviazione israeliana ha reagito al lancio di razzi da parte, sembra, di Hamas, con un attacco aereo che ha causato quindici morti palestinesi e relative distruzioni. Uno dei razzi di Hamas aveva causato la morte di una persona. A parte che, naturalmente, i quindici defunti son detti (giornale radio rai terzo, stamani) militanti ecc. di Hamas, a parte che del defunto israeliano sappiamo il nome mentre degli altri solo l'etichetta, il "quindici a uno" è molto suggestivo, no?

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