domenica 3 luglio 2016

Ciechi e colpevoli

Un adolescente palestinese è stato ucciso da una guardia posta a protezione d'un cosiddetto insediamento di coloni ebrei, giorni or sono: aveva ucciso un'adolescente ebrea dopo essere penetrato nella casa di lei. Grande rilievo ha avuto nei media questa notiziola doppiamente, triplamente orrenda. Notizie orrende giungono anche da Istambul e da Dacca, e da Bagdad, dove attentatori musulmani hanno fatto fuori un notevole numero di innocenti*. Tutto sta insieme, chi non lo vede è cieco, chi lo vede e tace è colpevole.

*Nei limiti entro cui si può esserlo.

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lunedì 13 giugno 2016

Orlando furioso

Una anziana corrispondente Rai dagli Usa ieri l'altro sera già recitava, da brava impiegata imperialista, la canzonetta del terrorismo islamico - in merito alla strage avvenuta in località Orlando (Florida, Usa), dove un giovane ha ucciso o ferito decine di persone che si trovavano in un locale cosiddetto gay. L'assassino, logicamente armato fino ai denti, era (infatti è stato ucciso dalla polizia, che pare abbia contribuito al bilancio finale morti e feriti) figlio di "genitori afghani". 
A parte la "pista" Isis, a parte le solite chiacchiere sull'effetto delle armi (Weapon Effect) e sulla cosiddetta omofobia, nessuno che abbia messo a fuoco che stragi simili, originate da varie forme di infelicità, avvengono in modo speciale nel Paese dove il capitalismo ha meglio realizzato il suo spirito. 

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giovedì 19 novembre 2015

Ogni olivo segato

Uno dei mali che tormentano da decenni i musulmani in genere, gli arabi in particolare, si chiama Israele, la cui esistenza rappresenta una forzatura di cui molti Paesi "cristiani", a partire dalla Gran Bretagna (detentrice del protettorato in Palestina seguito alla perdita della regione da parte dell'Impero Ottomano dopo il 1918) per finire con l'Unione Sovietica, si resero responsabili dopo il 1945. Forzatura a dir poco: molti Paesi "cristiani" hanno continuato a sostenerla, in particolare tramite il finanziamento perenne da parte degli Usa. La nascita, lo sviluppo, il rafforzamento, l'allargamento di Israele costituiscono il motore più poderoso della rabbia musulmana e araba in particolare - noi crediamo che sia così e sappiamo che pochi lo dichiarano perché dire come stanno le cose è violare un tabù. Ogni nuovo insediamento di coloni ebrei nei territori palestinesi occupati militarmente da quarantotto anni da Israele dopo la guerra vinta in "sei giorni" è un colpo antiarabo e antimusulmano. Ogni olivo segato, ogni metro di muraglia, sono calci in bocca agli arabi ed ai musulmani. Ogni palestinese ucciso (e sono oramai migliaia e migliaia) da ebrei con o senza la divisa è un boccone di veleno per ogni arabo, per ogni musulmano. E, in definitiva, per chiunque non abbia cuore e cervello in catalessi.

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venerdì 13 novembre 2015

Chi semina vento raccoglie tempesta

(14 xi 2015) L'attacco armato avvenuto ieri sera in diversi luoghi di Parigi ha provocato un altissimo numero di vittime e di feriti. Ne siamo turbati profondamente. Dal momento che tale attacco proviene con ogni probabilità da combattenti che fanno parte di una organizzazione dell'estremismo musulmano dobbiamo ritenere che sia in questione una ritorsione rispondente ai bombardamenti aerei che la Francia ha realizzato in Siria poco tempo fa provocando morte e distruzione. Il dolore e il turbamento non ci impediscono di affermare una volta di più che tutta la politica estera (militare e non) "occidentale" in "medio oriente" è sbagliata, ingiusta e rovinosa per tutti.  Chi semina vento raccoglie tempesta*. 
Ciò vale anche per l'intervento russo, cui con ogni probabilità è corrisposta l'esplosione sospetta di un aereo di linea russo in zona Sinai. 
Trattasi di guerra, certo discontinua, ma guerra. Per definizione crudele e distruttrice. 

* Fa parte della tempesta anche la guerra civile religiosa che i musulmani sunniti armati fanno con i musulmani sciti, che provoca tuttavia morti e distruzioni che a noi europei non fanno l'effetto della morte del nostro gatto di casa. 

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lunedì 26 ottobre 2015

Non tutte le bombe si assomigliano

C'informa l'Ansa, stasera 26 ottobre, che cento trenta mila siriani stanno fuggendo a causa dei bombardamenti dal mare russi. Supponiamo che provassero piacere, invece, quando a bombardarli dal cielo erano i francesi. 

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martedì 21 luglio 2015

Un attentato attribuito all'Isis ha ucciso un certo numero di giovani, soprattutto curdi, in Turchia, non lontano dal confine della Siria. Fin qui il governo turco non pare essersi impegnato contro l'Isis, combattuto invece da forze curde, certo a Kobane e in Iraq. Il motivo risiede nell'interesse turco per la caduta del governo di Assad, in Siria, e nella solida ostilità turca nei confronti dei curdi, notoriamente presenti in Turchia. 
L'Isis in effetti lavora non solo per sé, ma anche per la Turchia, che ha nella Siria un nemico; l'Isis però lavora anche per Israele, che ha tutto l'interesse di veder distrutti i suoi nemici - possibilmente per mano altrui: ha interesse che la Siria sia un macello così come che lo sia la Libia, anni fa distrutta dal cielo da parte dei "liberatori" europei, da terra dai combattenti antigheddafiani. Israele preferisce avere a che fare eventualmente con bandette incarognite: sempre meglio che Stati dotati di eserciti veri. 
Si rinfaccia alla Turchia di non battersi contro l'Isis, ad Israele no*. C'è anzi qualche povero servitorello che ancora va in pellegrinaggio da Netanyahu a sparare le solite ruffianate sulla "memoria".

* sedici elicotteri da combattimento prestati alla Giordania, leggo sabato 26 sul Corriere.

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venerdì 26 giugno 2015

La strage di ieri in Tunisia ha colpito bagnanti europei che stavano godendosi il sole nonostante l'evidenza che in certi luoghi noi europei rischiamo di pagare tutte le malefatte dei nostri governi, vecchie e recenti, in Africa. 
Non che in altri continenti i governi europei e quelli Usa abbiano fatto cose giuste!
A parte la prudenza che gli europei,  desiderosi di vero calore estivo a prezzi bassi, dimenticano dimostrando una notevole "idiozia", l'orrenda strage di ieri, commessa da uno sciagurato reso cieco dall'odio, noi europei la meritiamo. 
Noi come collettività "occidentale", non come singoli "grulli" in vacanza al mare. 
Prima c'è stato il colonialismo predatorio, alla metà del Novecento c'è stata la boiata commessa e permessa in Palestina, che ha umiliato ed umilia nei palestinesi tutti gli arabi, se non tutti i musulmani della Terra. Poi le due guerre contro l'Iraq, beninteso nel mazzo c'è anche la guerra contro l'Afghanistan. 
Servirebbe un dipartimento di studi storici per elencare tutte le porcate "occidentali" fatte ai danni dei musulmani. I quali si sterminano tra loro, anche, in base alle alleanze di alcuni dei loro Paesi tra loro e/o con gli "occidentali", alleanze che acuiscono le divisioni religiose tra sciti e sunniti. Si veda quel che accade in Iraq, per esempio. Gli attentati sono innumerevoli.
Da ultimo è apparso alla nostra attenzione l'Isis, organizzazione disgregatrice di Stati che fa comodo ai nemici degli Stati che disgrega o vorrebbe disgregare. 
E' in corso una malattia probabilmente mortale e assai difficile da curare, non si dice da guarire.

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martedì 2 giugno 2015

Fantasticheria militare

Durante la guerra in Africa settentrionale tra le armate dell'impero britannico e quelle dell'alleanza tra italiani e tedeschi, intanto che da ovest sbarcavano in Marocco gli americani, si ebbero battaglie spaventose (vedi El Alamein, 1942) nel corso delle quali, è un'ipotesi fantamilitare, i combattenti dell'Isis ed i loro camioncini attrezzati con cannoncini avrebbero resistito per cinque minuti, prima di essere annientati, a scelta dagli amici dell'oro o da quelli della svastica.

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sabato 23 maggio 2015

A proposito dei progressi che le armate dell'Isis compiono in Siria e in Iraq ai danni dei governi di quei Paesi, e degli sciti che vi abitano (l'Isis appartiene alla maggioranza islamica di fede sunnita), noi continuiamo a chiederci perché il Paese militarmente più ferrato della regione, Israele, non appaia in alcun modo impegnato nella opposizione alle armate dell'Isis. Certo, la nostra pretesa che Israele partecipi alla coalizione anti Isis è all'incirca irrealizzabile. Tuttavia a noi appare probabile che Israele abbia non poco vantaggio dalla dissoluzione di Paesi a lui ("Israele" è maschile) ostili, come lo sono la Siria e l'Iraq (quest'ultimo già fatto a pezzettini dall'amico americano). Questa potrebbe essere la ragione per cui Israele tiene nella fondina le sue formidabili pistole, come sappiamo sempre pronte a sparare. Del resto l'Isis pare ignorare Israele, certo anche per non subirne le reazioni.

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sabato 16 maggio 2015

Killer in trasferta

Un'azione di commando Usa in Siria ha prodotto l'uccisione di un probabile capo dell'Isis, abbiamo appreso ieri da vari media. Nessuno di loro ha espresso la minima incertezza sul fatto che gli Usa possano intraprendere azioni militari all'interno d'uno Stato sovrano estero contro il quale non sono in guerra, né ha precisato alcunché in merito ad un eventuale accordo tra Usa e governo siriano.

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sabato 21 marzo 2015

Sul Corriere di oggi lungo articolo di B.H.Levy, che invita i lettori ad andare in Tunisia senza farsi smontare da quanto è successo nei giorni scorsi. Noi invece siamo del parere che gli europei e gli americani, quelli del nord, farebbero meglio a non andare tanto in giro per il mondo, infatti non c'è da farsi illusioni, ce l'hanno con gli europei e con gli americani, almeno con quelli del nord, in molte parti del mondo. Invitiamo il Levy ad andarci lui, in giro per il nord Africa ed in genere nei Paesi musulmani, invece di mandarci gli altri e invece di chiamare alla guerra, come fece anni fa contro la Libia di Gheddafi. Nell'articolo di oggi il Levy si produce tra l'altro in una lode della "mescolanza delle comunità e delle essenze" che noi non capiamo come si accordi con le opinioni che prevalgono in un Paese certo assai caro al Levy, dove la "mescolanza delle comunità e delle essenze" è vista come la peste. Dev'essere così che funziona, per certi membri della parrocchia di Levy: la mescolanza vale per gli altri, i goy, solo per loro.

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martedì 27 gennaio 2015

Noi chi?

Pronto?

Pronto

Senti, volevo dirti, il nostro autore non prende posizione sulle esecuzioni Isis

Esprimiti meglio

Sulle decapitazioni filmate e diffuse dall'Isis, dei prigionieri occidentali

Anche i giapponesi sono occidentali?

Era per dire

Per dire cosa?

Per dire i nostri

I mostri?

I nostri. Perché il nostro autore non ne dice nulla?

Sei sicura? Comunque, domandaglielo.

E tu che ne pensi?

Che con un coltellaccio la vedo dura tagliare teste, ma certo sono cose che non si devono fare, queste

Queste

Queste, ma neppure altre si devono fare.

Ma noi

Noi chi?

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giovedì 20 novembre 2014

Sangue

Abbiamo letto qualche commento su ciò che è accaduto l'altro giorno a Gerusalemme, dove sono state uccise in una sinagoga diverse persone, e ferite altre, da un paio di palestinesi, poi uccisi a loro volta dalla polizia israeliana. 
In Israele vige la pena di morte espressa, e la rappresaglia: infatti pare che il capo del governo Netan eccetera abbia ordinato di abbattere le abitazioni dei due palestinesi autori della strage. Hai capito? Se hai un vicino testa di cazzo, non si dice un parente, ti buttano giù la casa.
Non sappiamo qual è la ratio inerente, se non quella della vendetta, comunque torniamo ai due soli commenti che ora ricordiamo, quello di Venturini sul Corriere e quello di Schuldiner sul Manifesto. Entrambi suggeriscono che stia trasformandosi, la rogna palestino-israeliana, in una guerra di religione, e sembrano esserne colpiti. 
Entrambi i bravi ragazzi (non so però se Zvi è nome maschile, quello di Schuldiner) evocano il Califfato (Isis), e questo colpisce noi, infatti ci siamo domandati ironicamente parecchie volte perché Israele se ne stesse fuori, dalla guerra contro l'Isis. Ora l'Isis ce l'ha in casa.
Stupirsi per la trasformazione della rogna palestino-israeliana in guerra di religione, invece, ci pare davvero incredibile.

Tornando alla strage: certe cose non si fanno né in Danimarca né in Scozia, due Paesi a caso, dei quali il secondo fumino mica poco. Ci sarà un motivo, no?

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lunedì 29 settembre 2014

Un "filosofo della politica" assai reputato dagl'imperialisti americani e dai loro servizievoli zelatori nostrani, di nome Walser, Robert Walser, intervistato a cura del quotidiano kosher Repubblica in merito alla giustezza della guerra che gli Usa e i loro "alleati" hanno scatenato per ora dall'alto dei cieli contro il formidabile esercito del cosiddetto stato islamico iraqueno e siriano, sedicente Califfato - trentamila giovanotti in ciabatte su camioncini con cannoncino - ha risposto che certamente la guerra è giusta, ci mancherebbe! Ma noi ci aspettavamo che il Walser ci spiegasse perché, se questa cazzo di guerra è giusta e si svolge a due passi da Israele, terra cui il Walser abbiamo idea non sia indifferente, Israele non ci partecipa. 
Non siamo stati accontentati.

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sabato 9 agosto 2014

Stelle cadenti

Dopo aver distrutto anni or sono uno Stato sovrano "colpevole" di trovarsi sulle vie del petrolio, l'Iraq, ed averlo trasformato in un qualcosa che assomiglia ad una rissa al buio dove tutti picchiano tutti, adesso gli Usa bombardano con la loro schifosa supremazia aerea i combattenti del cosiddetto Califfato, che sembrano scendere conquistando quel Paese che agli Usa pareva oramai sufficientemente sottomesso e debole, a sud e magari, perchè no? -un domani chiedere ragione al maggior ispiratore di guai della zona, Israele. Stop. Il Senato della Repubblica italiana sta per morire: costava troppo e rallentava il processo decisionale, cioè serviva a discutere le decisioni prima di prenderle. Da ora in poi una cazzata farà prima ad avverarsi.Stop. Lo striscione contro Israele esposto a Livorno è stato tolto da chi l'aveva steso. Al posto loro l'avremmo lasciato, noi. La petulanza dei vittimisti ebrei ha avuto la meglio. Non vogliono sentir criticare la loro creaturina laggiù in riva al mare, ed hanno il copyright del genocidio e del terrorismo.Stop. Mario Draghi, capo della BCE ha usato l'espressione seguente: se il governo italiano non saprà realizzare le "riforme", dovrà "cedere sovranità". Senza veli è meglio, quindi grazie Mario.Stop. Buon dieci agosto!

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