venerdì 25 dicembre 2015

Non è ping pong

I media, anche i meno sbilanciati dalla parte di Israele, incorrono nella fallacia di presentare il conflitto come una partita ad armi pari ed a pari motivazioni, invece le armi non sono affatto pari, il bilancio dei morti è in modo pesante "a favore" di Israele, e le motivazioni sono incomparabili come il buon diritto e l'abuso. Infine: si abbia il coraggio di smettere di chiamare gli ebrei in divisa o senza divisa che vivono in Israele come "israeliani", infatti vi sono moltissimi israeliani che ebrei non sono e non partecipano all'osceno banchetto. Non è finita qui: anche la formula "Territori" senza l'attributo "occupati" è eufemistica a favore degli ebrei, e mastica la verità. 

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giovedì 24 dicembre 2015

Rendition

Il tg rai 3 ieri sera 23 ha diramato la notizia più comica: Mattarella ha graziato due agenti della Cia che a suo tempo si resero responsabili del rapimento a scopo di arresto di un Iman nel territorio italiano. Dove sta il comico? Che i due tangheri com'è ovvio non avevano, condannati, scontato neppure un minuto di galera. 

(Il caso più celebre di rendition che viene in mente toccò oltre cinquanta anni or sono a Adolf Eichmann, un ex funzionario militare tedesco responsabile nella movimentazione dei prigionieri ebrei verso i campi di concentramento. Costui fu rapito da agenti ebrei israeliani in Argentina diversi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, processato in Israele e, naturalmente, condannato a morte - nel 1962.)

(Rendition in inglese-americano indica effettuazione di sequestro di un tizio in un Paese estero con o senza il consenso delle autorità del luogo allo scopo di portarlo "al sicuro" per "interrogarlo". L'unico equivalente che noi troviamo in italiano è "traduzione", un termine che da noi significa, a parte quel che tutti sanno, trasferimento di un detenuto da un carcere ad un altro.)

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giovedì 17 dicembre 2015

Controinformazione

Ieri sera i tg che ci scorrono davanti agli occhi hanno suscitato la nostra attenzione sulla notizia di un sito musulmano (in) italiano che ha diramato una lista di nomi di personaggi dei media e dello spettacolo appartenenti alla minoranza ebraica. Tale iniziativa ha ricevuto nei e dai tg commenti assai negativi naturalmente anche da parte di esponenti della minoranza ebraica, com'è noto assai ascoltata. 
Non abbiamo visto il sito musulmano che ha diramato la lista, comunque qui proviamo a dare una spiegazione alla iniziativa deprecata dai tg e da taluni intervistati ebrei (si può dire?). 
Se il mondo dei media fosse ispirato alla giustizia, alla equanimità, se le notizie su quel che accade in Palestina/Israele fossero date da giornalisti imparziali, se gli eventuali commentatori ebrei fossero presentati come probabili portatori di favoritismo filoisraeliano, filosionista; se venisse dato spazio anche a commentatori arabi; se ogni manifestazione di ostilità antiebraica, anche la più irrilevante, non fosse mediaticamente pompata e posta in assurdo rapporto con i misfatti commessi in gran parte d'Europa durante la seconda guerra mondiale e con i canonici sei milioni sei di morti; se lo squilibrio innegabile che esiste tra la modestia numerica degli ebrei in Italia e la loro presenza là dove si fa opinione fosse esplicitato e non invece tenuto celato facendo credere agli ingenui che gli opinionisti non siano portatori di "conflitto d'interesse" diciamo etnico, ebbene, allora l'iniziativa del sito musulmano (in) italiano sarebbe da condannare come proposito di etichettamento e discriminazione.
Invece, date le reali circostanze della situazione in Italia, dove gli ebrei fanno la loro propaganda* in incognito, ebbene, allora l'iniziativa del sito musulmano (in) italiano va vista come controinformazione.

*La propaganda ebraica è specifica (diretta) ed aspecifica (indiretta). La prima riguarda per esempio Israele ed i casi di antiebraismo in Europa: si nutre di frottole e di vittimismo sempre rimandando allo sterminio, come se solo gli ebrei avessero subito stermini e persecuzioni nella storia. E' specializzata nell'arte di far passare il lupo per agnello. La seconda, aspecifica e subdola, è garantita robustamente da molti decenni da Hollywood, luogo produttore d'immaginario dove gli ebrei primeggiano: la respiriamo, questa propaganda, noi che siamo nati dopo la fine della seconda guerra mondiale, da sempre. Non ce ne accorgiamo più. Fa parte della propaganda ebraica aspecifica il tormentone anti razzismo: dietro ogni cento "poveri negri" si nasconde un benestante ebreo vittimista. Fa parte della propaganda ebraica aspecifica anche buona parte della psicologia, classicamente ricca di autori ebrei**, con il suo insistere su pregiudizi, stereotipi, personalità autoritaria. Il fatto notevole della propaganda ebraica aspecifica, quella più sottile, è che essa tratta di temi che toccano la mente ed il cuore, non di cazzate. E' propaganda mimetizzata nella sostanziale accettabilità sociale ed intellettuale, se non scientifica, dei suoi assunti e, attenzione: tende a confondersi con i valori cristiani, scolorendo così nel banale "buonismo".

**S. Asch, S.Moscovici, S.Milgram, E.Tajfel, T. Wiesengrund Adorno, W.Reich, K.Lewin - ora ci vengono in mente questi autori ascrivibili per altro alla psicologia sociale, tra i quali meno ignoti sono Milgram, che studiò l'obbedienza agli ordini immorali, Adorno***, che studiò la personalità autoritaria, e Reich, che descrisse la psicologia di massa del fascismo. 
Freud era ebreo (incredibilmente vi sono psicologi che lo ignorano) e la psicanalisi delle origini fu una disciplina ebraica (anzi, yiddish) creata dallo sguardo retrospettivo che il suo inventore pose su quella conigliera di provincia che era stata la sua famiglia. Eppure ce la siamo bevuta per decenni. Per decenni ci siamo bevuti perfino le fanfaluche di M.Klein, un'allieva ebrea di un seguace ebreo di Freud, e non manca chi se le beve ancora.

***Adorno in realtà fu più un sociologo.

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lunedì 14 dicembre 2015

Confusione d'interessi

Più che conflitto d'interessi* noi vediamo confusione tra gli affari privati di qualcuno e gli affari pubblici di cui questo qualcuno si occupa. Usare il termine conflitto è un eufemismo. Ora in molti segnalano che la ministra Boschi potrebbe essersi trovata nella situazione confusiva di cui sopra come facente parte di un governo che ha preso provvedimenti su alcune banche malconce in una delle quali risiedono o risiedevano interessi familiari e personali della suddetta facente parte - M.E.Boschi. Costei farebbe bene a risparmiare l'energia che spreca per dissimulare l'accento valdarnese meglio impiegandola a pensare bene a quello che le si rinfaccia. Le si rinfaccia di aver come minimo vissuto governativa confusione tra gli interessi di casa e gli interessi generali. 
Perché è uscita quando in consiglio dei ministri si trattava della Banca Etruria
Si rinfaccia del resto al governo presieduto da Bertoldino Sudaticci di aver applicato direttive europee a favore di una banca contenente interessi di un suo membro**. Se la Boschi si tira da parte***, bene; se lo fa l'intera banda Renzi, meglio.

*Non ci si riferisce qui alla legge sul cdi, ma al concetto.
** E, a quanto pare, del padre di Sudaticci stesso, che avrebbe avuto un finanziamento cospicuo da una delle banche ora sotto tiro (8 gennaio 2016).
** *Si ricordi che la ministra Josefa Idem (governo Letta) fu indotta a dimettersi a causa di non so quale errore (del suo commercialista) nel pagamento della tassa sugli immobili. Si ricordi che il ministro Lupi, del governo attuale, fu indotto a dimettersi per certe opportunità ottenute da un suo figlio in relazione a qualcosa che rientrava nell'area di azione del ministero, ma che non era oggetto di indagine giudiziaria e non lo è poi divenuto. Si ricordi la persecuzione che l'allora sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha dovuto subire a causa di certe sue spese ipoteticamente prive di fondamento istituzionale: e le manovre che infine lo hanno estromesso dalla carica che aveva guadagnato vincendo le elezioni. Sudaticci e la sua band sono dove sono per volere di Napolitano, di elezioni hanno vinto solo quelle finte, le europee.

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mercoledì 9 dicembre 2015

Si tifa contro anche in politica

Mi spieghi perché il Corriere ieri 8 dicembre ha pubblicato l'appello di B.H.Levy contro il Front National?

Chiedilo a loro

Lo hai letto?

Sì, forse votiamo anche noi in Italia per le amministrative francesi, così per dare man forte in fase di ballottaggio

Panforte

Per il dì della festa, man forte contro il Front National

Ma questo Levy



è lo stesso che predicò la guerra alla Libia?

Sì, è un vecchio nuovo filosofo che ama le cause umanitarie

ma è un ebreo o no?

non si dice che qualcuno è ebreo, non sta bene, si può dire "stato ebraico", si può dire "un ebreo è stato accoltellato a Milano", ma non si dice "ebreo" e basta

perché?

Solo gli ebrei possono dire che sono ebrei, se gli va, se lo dici tu s'incazzano loro e tutti i loro reggicoda

ma s'incazzano anche se non ci fai caso, che sono ebrei, se te ne freghi?

s'incazzano comunque, comunque sospettano "pregiudizi", "stereotipi", "favoritismi", "personalità autoritaria"

ma insomma, perché questo Levy ce l'ha tanto fina con il Front National?

tutti ce l'hanno fina con il Front National

e tu?

i nemici dei miei nemici sono miei amici

cioè?

se fanno rizzare i capelli sul cranio al Levy guerrafondaio cominciano a piacermi

ma dài!

si tifa contro anche in politica

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domenica 6 dicembre 2015

Marion, Marion, Maduro

La vittoria del Front National alle elezioni amministrative in Francia (primo round) e la sconfitta elettorale del partito chavista in Venezuela, grave assai questa perché le elezioni erano politiche, sono due eventi lontani tra loro che stamani (7 xii) ci sono balzati agli occhi insieme. Il FN arriva a questa vittoria dopo decenni di presenza all'opposizione, il partito chavista (da Chavez) esce sconfitto dopo essere stato al governo per molti anni. 

"Grand Hotel, gente che va, gente che viene".

Gli esiti delle votazioni dipendono dal grado di abilità propagandistica dei partiti e dalle opinioni degli elettori, molti dei quali in genere non partecipano. Di fatto coloro che non partecipano, pur essendo tanti e diversi i motivi della loro astensione, non hanno torto.
Il Venezuela è un paese ricco di petrolio, ma il petrolio oggi come oggi rende molto meno di quanto rendesse anni fa, per cui le rogne venezuelane sono tornate a galla. E forse il successore di Chavez, Maduro, non ha le capacità di mobilitazione del popolo che aveva il pittoresco Chavez.
La Francia è un paese ricco di passato - in questa categoria (il passato) rientrano anche le organizzazioni politiche che una volta stavano dalla parte dei lavoratori dipendenti sfruttati e spremuti e invece oggi, come in Italia, non esistono più o stanno dalla parte delle banche, intanto che dissimulano l'alito pesante con belle parole.

(14 dicembre) Il FN ha perduto al secondo round, o ballottaggio, quindi la sua vittoria resta diremmo "politica", infatti è il primo partito, se non contiamo il partito dei non votanti. Molti francesi hanno accettato di votare magari per i candidati di Sarkozy, se "di sinistra", qualcuno per quelli di Hollande, se "di destra", pur di sconfiggere Marine e Marion, le due pericolose femmine (delle quali la più giovane ci suscita pensieri non solo politici).
Non ci si aspetti qui che un domani noi si voti l'idiota per timore di Salvini o di Grillo: niente da fare! Poca vela! 

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Bail in. Sedotti e abbandonati

Sono microcapitalisti, coloro che avevano "puntato" migliaia, o decine di migliaia di euro, o anche di più, su investimenti consigliati da banche in affanno, bisognose di "aumento di capitale" perché obbligate dalla Bce, da ultimo fallite e poi "salvate": sono coloro che ora vedono persi i loro soldi, tutti, secondo una direttiva della Bce accolta dal governo italiano. 

(10 dicembre): sappiamo che uno di questi sedotti e abbandonati, anni sessantotto, si è ucciso riferendosi per scritto in modo esplicito ai danni da lui subiti ad opera della"sua" banca. 

Le banche "salvate" sono quattro, piccole, gli investitori fregati sono molti, oltre diecimila, e ci stiamo accorgendo con grande interesse (anche non solo intellettuale, ebbene sì) che si tratta di un caso molto seguito dai media, e che esso collega tutte le opposizioni, da sinistra a destra. Vedremo che cosa saprà fare questo piccolo "fronte nazionale".
Ora, però, riflettiamo: chi investe (e non ci riferiamo soltanto a chi compra o vende azioni) sa che può guadagnare, come sa che può perdere - qualche volta mangi l'orso tu, qualche volta è l'orso a mangiare te. 
Sa, tuttavia, che se ha la pazienza di aspettare la scadenza dell'investimento, del titolo, dell'obbligazione, almeno riavrà il suo
Ben diverso è perdere tutto l'investimento mentre la banca che ti ha spinto a puntare si salva. 

(13 dicembre) Ieri Repubblica dava spazio ad un conoscitore della materia - tal Furbini. Questo pubblicista esprimeva la sua contrarietà all'ipotesi di risarcimento integrale ad opera dello Stato dei sedotti e abbandonati, come accennato numerosissimi, con l'argomento seguente: sarebbero in tal caso tutti i contribuenti a pagare il guaio commesso insieme dalle quattro banche malandrine e dai loro diciamo ingenui clienti; ma anche i contribuenti, ha precisato il Furbini, sono risparmiatori i quali sarebbero danneggiati eccetera. Con questo modo di ragionare, certo non privo di una sua logica, ogni intervento straordinario dello Stato potrebbe essere considerato scorretto: anche le spese di soccorso delle popolazioni in una zona colpita da calamità naturali sarebbero "a carico dei contribuenti", anche l'intervento della polizia in occasione di una rapina eccetera. Diremo meglio: ogni atto dello Stato, secondo la logica del Furbini, privatistica, sarebbe da guardare dal punto di osservazione del borsellino dei contribuenti. Lo Stato, invece, rappresenta proprio il superamento di tale logica.

15 Gennaio 2016. Merita ricordare che molte banche europee sono state "salvate" negli anni scorsi a spese dello Stato, adesso questa via è chiusa. Torna in mente Jannacci: vengo anch'io! No, tu no! Ma perché? Perché no!

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sabato 5 dicembre 2015

San Bernardino Shooting

La strage fatta giorni or sono in California è stata definita dalle autorità federali Usa "terroristica" perché i suoi autori si sono richiamati ed ispirati, sembra, a modelli lontani, Isis od altro; ma non si capisce in che cosa sia differente far fuori concittadini a casaccio, come avviene spesso in Usa per mano di singoli più o meno obnubilati, dal cosiddetto "terrorismo" di cui oggi si parla a proposito della strage in California. 
Gl'importa assai, agli americani, di esser fatti fuori in nome del Califfo, invece che per la "supremazia ariana", o chissà per quale altra causa persa!

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mercoledì 2 dicembre 2015

Tre ore al giorno di lettura dei giornali

Ieri 2 dicembre Eugenio Scalfari, in buona forma, ha risposto alle domande di Lilli Gruber in merito alle conseguenze del cambio in corso a Repubblica (esce E. Mauro entra M. Calabresi). Assisteva P. Mieli. Pare che Scalfari non abbia gradito di essere stato informato soltanto a cose fatte da De Benedetti, il padrone del giornale. E che abbia detto "me ne vado". Invece no. Peccato! Pare anche che abbia poi prospettato l'ipotesi di scrivere solo quando avrà qualcosa da comunicare alla platea dei lettori. Ottima decisione! Invece il nuovo direttore, Calabresi, lo avrebbe convinto a continuare con le sue articolesse domenicali, che, a quanto ha detto Scalfari, gli costano tre ore al giorno di lettura dei giornali. Non sappiamo se Scalfari legge anche il suo, di giornale, ma farebbe bene. 

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